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Pensate un po’, fa così caldo che le aziende di condizionatori volano in Borsa

Più li usiamo, più si consumano, più ne vendono. D'altronde, sembra che non ne possiamo più fare a meno...
13 Luglio 2026

Investire in un condizionatore è il pensiero di molti in questo periodo, tanto che forse vale la pena investire anche sulle aziende che i condizionatori li producono. Eh già, la caldazza che soffoca l’Europa non si limita a trasformare le città in forni non sempre ventilati; sta anche incendiando le regole di Wall Street, Piazza Affari, Euronext Paris e London Stock Exchange. Le azioni di alcuni produttori viaggiano con la ventola in poppa, secondo quanto riporta il Financial Times.

Specializzati in climatizzatori residenziali, a Carrier Global brindano al 33,3% in più della loro ricapitalizzazione, arrivando a 60 miliardi di dollari. Un ricco +41% rispetto ad aprile, invece, dalle parti di Madison Air Solutions, che produce sistemi di riscaldamento e condizionamento dell’aria anche per spazi diversissimi. Più tranquillo Daikin, il cui brand è ormai un sinonimo del raffrescamento dell’aria: dignitosissimo +17% per l’azienda giapponese.

Com’è cambiato il business

Fino a 20/30 anni fa qui in Europa consideravamo il condizionatore un lusso da americani: una specie di vezzo energetico da motel dell’Arizona e sala giochi di Las Vegas. Dopo la famigerata estate del 2003, abbastanza rapidamente, questo elettrodomestico ha smesso di sembrarci superfluo e ha cominciato a sembrarci salvavita. Le case europee sono spesso vecchie come il Continente, pensate più per trattenere il calore d’inverno che per respingerlo d’estate. Coì, quando fuori si sfonda il tetto dei 40 gradi percepiti, sotto il tetto di milioni di persone uno split funzionante appare come un oracolo.

Lasciamo stare che tutto questo non fa altro che peggiorare la situazione esterna, creando un notevole cortocircuito oltre che numerosi blackout. Nell’immediato ciò che si nota è che la domanda di climatizzatori, ventilatori, pompe di calore e sistemi di raffrescamento è più ormonata di un Grizzly in calore e la climatizzazione – fino a ieri roba da tecnici, con i loro cataloghi pieni di sigle incomprensibili – è diventata la regina degli investimenti, in casa come in Borsa. Una volta dicevi “split” in estate e subito pensavi al gelato con la banana. Adesso dici “split” e pensi a quanti ne hai distribuiti in casa.

rendy-novantino-dettaglio condizionatore-unsplash
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Con il caldo fuori misura, la climatizzazione va fuori stagione e diventa un grande tema industriale. Più caldo vuol dire che vogliamo più fresco; più richiesta vuol dire più vendite; più vendite vuol dire più ricavi; più ricavi vuol dire che l’azienda non si accontenta più di esistere e fatturare: vuole spakkare in Borsa. Il tutto mentre i cittadini fanno i conti con bollette più alte e con il dilemma morale del secolo: accendere il condizionatore e contribuire al problema, oppure non accenderlo e subire il caldo di quello usato dai vicini?

Ma il caldo non fa lavorare soltanto i produttori di aria condizionata. Anche il supermercato, nel suo piccolo, diventa una borsa merci dell’afa. L’acqua minerale sale, i gelati si sciolgono ma i loro prezzi crescono, i ghiaccioli ritrovano dignità economica, il ghiaccio vale quanto la champagne che deve raffreddare. Al Codacons non sono sfuggiti i rincari su prodotti tipicamente estivi come frutta, gelati, acqua, bibite, piscine e strutture ricettive: così, un cono piccolo ormai può costare quanto un panino, la bottiglietta d’acqua al mare se la gioca col prosecco e l’ingresso in piscina, in alcuni casi, richiede una pianificazione finanziaria.

Interessante il caso del gelato. Fino a ieri era la consolazione di grandi e piccini, oggi è roba da trattare con il consulente finanziario. Dopo lo scorporo da Unilever, The Magnum Ice Cream Company è una società autonoma e quotata: presto non si dirà più “mi prendo un cornetto” ma “seguo l’andamento del comparto frozen indulgence”. Peggiora il clima, peggiorano le conversazioni.

E poi ci sono integratori, sali minerali e bevande elettrolitiche: non appena il termometro sale, magnesio e potassio ci mancano come a un atleta olimpico… anche se al massimo noi siamo arrivati dal letto al frigorifero. Certo, qui non si vola in borsa ma almeno si evita un tracollo.

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