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Solo per dirvi che il trend dell’estate 2026 è collezionare creme solari

Uno dei motivi che spinge molti viaggiatori a fare scorta di creme solari all'estero è che i prodotti cambiano parecchio da un mercato all'altro.
13 Luglio 2026

Per anni siamo tornati dalle vacanze con calamite, conchiglie, ventagli o qualche specialità del posto. Adesso i souvenir che sta conquistando sempre più viaggiatori sono decisamente più insoliti: le creme solari.

Sì raga, avete letto bene. C’è chi, durante un viaggio, entra in farmacia o in profumeria con la stessa curiosità con cui una volta visitava i negozietti di souvenir. L’obiettivo? Trovare una protezione solare introvabile nel proprio Paese e aggiungerla alla collezione.

Dopo il tanmaxxing, la moda di abbronzarsi il più possibile nel minor tempo possibile (la gente non sta bene), e dopo la corsa ai costumi di tendenza, l’estate 2026 sembra avere trovato un nuovo protagonista. Potevamo farne a meno? Potevamo.

Perché le creme solari

Dietro questa tendenza c’è molto più della semplice voglia di fare shopping.

Negli ultimi anni la skincare è diventata una vera ossessione social. Su Instagram e TikTok milioni di persone seguono creator che raccontano la propria routine quotidiana, confrontano ingredienti e consigliano prodotti provenienti da ogni parte del mondo.

Le creme solari sono finite al centro di questo interesse perché rappresentano uno dei prodotti più importanti per la salute della pelle. Dermatologi e specialisti ripetono da tempo lo stesso consiglio: limitare l’esposizione al sole e utilizzare ogni giorno una protezione solare ad alto fattore, preferibilmente SPF 50+, anche per una semplice passeggiata in città.

Rispetto a qualche anno fa, l’abbronzatura estrema sta lasciando spazio a una maggiore attenzione verso la prevenzione di rughe, macchie cutanee e danni provocati dai raggi UV.

Le creme cambiano da Paese a Paese

Uno dei motivi che spinge molti viaggiatori a fare scorta di creme solari all’estero è che i prodotti cambiano parecchio da un mercato all’altro.

Ogni Paese utilizza ingredienti e filtri UV diversi, anche in base alle normative locali. Alcune protezioni solari vendute in Europa o in Asia, ad esempio, utilizzano filtri di nuova generazione che negli Stati Uniti non sono ancora autorizzati dalla FDA, l’agenzia americana che regola farmaci e prodotti alimentari.

Il risultato è che molte creme considerate normalissime in Europa risultano praticamente introvabili oltreoceano. Per questo sempre più turisti americani fanno tappa nelle farmacie francesi, greche o coreane per acquistare prodotti che a casa non potrebbero trovare.

La Corea del Sud è il place to be

Se esiste una meta che tutti gli appassionati di skincare sognano, quella è la Corea del Sud.

La cosmetica coreana continua a essere un punto di riferimento mondiale e le protezioni solari sono tra i prodotti più ricercati. A confermarlo sono anche i numeri: secondo quanto riportato dalla BBC, nel 2025 i clienti stranieri provenienti da oltre 190 Paesi hanno rappresentato più del 25% del fatturato di Olive Young, una delle principali catene beauty del Paese.

Le creme solari sono ormai uno degli acquisti più ricercati dai turisti, insieme ai classici prodotti della skincare coreana.

Alla fine il ragionamento è piuttosto semplice. Una crema solare occupa poco spazio in valigia, costa meno di tanti souvenir tradizionali e, una volta tornati a casa, continua a essere utile. Per molti, curiosare tra farmacie e profumerie locali è ormai parte integrante del viaggio, quasi un itinerario parallelo rispetto a musei e monumenti.

Forse il bello di questa moda sta proprio qui: portarsi a casa un ricordo che non finirà dimenticato in un cassetto, ma che accompagnerà ancora per settimane, ricordando ogni mattina quella vacanza. E, tra tutte le tendenze nate sui social, questa è probabilmente una delle poche che ha un suo perché.

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