Raga, i coreani si sono inventati il metadone online. Almeno, a me che ho più di cinquant’anni viene in mente questo per spiegare i Dopamine Sites, l’ultima tendenza in arrivo da Seul. Il metadone era il sostituto legale dell’eroina, distribuito nei Sert. Oggi le droghe sono cambiate e quella che abbiamo in tasca tutti adesso si chiama smartphone, con le sue app social e la spinta a scrollare e fare shopping a tutte le ore. Solo che comprare a tutte le ore va bene se sei mostruosamente ricco e magro. Se però hai uno stipendio da GenZ (GenX e Millennial) precario a un certo punto ti devi dare un limite… E visto che gli smartphone non sono fatti per darsi limiti e portano i cervelli a surfare felici sul meccanismo del wanting sostenuto dalla dopamina, come ti fo**o la dopamina?!
In Corea del Sud i ragazzi usano siti web per far finta di comprare o praticare abitudini gratificanti, senza che alla fine debbano davvero comprare e spendere soldi. Tipo? Ti viene quel voglino a mezzanotte e stai per chiamare Deliveroo o Glovo o JustEat? Ecco arrivare in tuo aiuto FoodNeverComes, che imita le piattaforme di food delivery più popolari ma alla fine non ti manda a casa nessun rider sottopagato con il sushi fuori orario. Tu sfogli i menù, leggi le recensioni, scegli i prodotti con tanto di acquolina in bocca. Puoi anche seguire i finti corrieri sullo schermo ma… il pulsante per ordinare non funziona: nessuno prepara per te Californiamaki e Nigiri, né Chirashi e Sashimi, e tu non spendi l’ennesimo centello notturno, che probabilmente di giorno non hai nemmeno guadagnato.

E poi c’è il re della dopamina: lo shopping virtuale, non nel senso che di comprare online ma di far finta di comprare online. Una volta ci facevamo la vasca in Corso Venezia, Montenapoleone e Via Torino e tornavamo a casa senza aver comprato nulla ma dopo esserci studiati a memoria le vetrine. Adesso, dopo anni di acquisti compulsivi online, qualcuno ha pensato di rendere l’experience virtuale d-a-v-v-e-r-o virtuale. Ed ecco i siti dove vedere nuovi outfit, sognare un nuovo stile e gettare tutto nel carrello… e nel carrello lasciarlo. Fine. Nessun corriere suonerà alla tua porta, nessuna giacca ti deluderà una volta indossata, nessuna scarpa non misurata ti farà venire le vesciche. Scarica di dopamina dopo la bramosia soddisfatta e conto in banca sano e salvo.
Non solo shopping
Per chi non fosse interessato ai vestiti ma alla tecnologia, ci sono anche siti per finti acquisti hi-tech, perfetti per chi fa una malattia di avere lo smartphone sempre aggiornato ma non può cacciare mille euro ogni mese per un ca**o di telefono. Addirittura qualcuno ha inventato la pausa sigaretta virtuale: entri in una chat anonima per socializzare con gente che non conosci, giusto per fare due chiacchiere e rilassarti un po’, ma senza i danni del fumo e senza puzzare di posacenere alla fine.
Insomma, se i social ci spingono continuamente e costantemente a desiderare, comprare e spendere, qualcuno si è inventato spazi online per sentirsi meno sfigati e meno poveri: il contentino che non fa male a nessuno, l’acquisto inutile di cui non ti devi pentire, la cazzatiella senza la pessima qualità che ti ingombra casa. I giovani sudcoreani lo chiamano “shopping karaoke”, perché come nel karaoke canti facendo finta che qualcuno stia suonando per te (“karaoke” vuol dire letteralmente “orchestra vuota”), così qui fai finta di acquistare ma alla fine non spendi nulla.
Il fenomeno ha attirato l’attenzione dei media e degli utenti online, come raccontato dal Korea Times e ripreso nelle discussioni su Mashable e Reddit. C’è chi dice “figata!”, c’è chi dice “m’inca**erei ancora di più”, c’è chi ha pensato “sai che forse… tanto mi dimentico sempre gli acquisti che faccio!”. Chiaro che se qualcuno se l’è inventato, un motivo c’è. Peraltro, essendo per lo più sviluppatori indipendenti e non grandi software house della Silicon Valley, il motivo possiamo immaginare sia quello di risolvere un problema non quello di fare cash sulle dipendenze altrui. Certo, il meccanismo di neuromarketing che sta alla base è eccezionale, di sicuro non risolve i comportamenti compulsivi di base e raccoglie un sacco di dati di navigazione che probabilmente verranno venduti ai veri retailer per capire come convincere i clienti dubbiosi a comprare davvero. Però, come il K-Pop non sarà il migliore al mondo ma mette una grande allegria, così i dopamine sites sono una fake experience utilissima per divertirsi gratis.









