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No, non è Black Mirror: inventato un sensore per rispondere al telefono con il pensiero

La trovata arriva dalla Corea del Sud

Sei in metro, squilla il telefono, ma hai le mani occupate: cappuccino in una, brioche nell’altra. Che fai? Con questa nuova tecnologia coreana puoi rispondere con il pensiero. Letteralmente.

No, non è Black Mirror. È il futuro che ci bussa in testa (anzi: tra i capelli).

Cervello e smartphone ora parlano la stessa lingua

Si chiama interfaccia cervello-macchina, ed è il nuovo oggetto del desiderio dei nerd di mezzo mondo. La trovata arriva dalla Corea del Sud, dove il team della Yonsei University, guidato da Kim Hodam, ha tirato fuori dal cilindro una tecnologia che sembra uscita da un film di fantascienza.

In pratica, si tratta di micro-sensori grandi quanto una puntina, che si piazzano tra i capelli, tipo extensions ma tech. Restano attivi per oltre 12 ore senza bisogno di ricarica, leggono i segnali elettrici del cervello e li traducono in comandi digitali. Tu pensi “rispondi alla chiamata” e il telefono… risponde.

Niente chirurgia, niente elmetti spaziali

Finora per leggere i pensieri e trasformarli in azioni servivano due cose: un chip nel cervello (roba da sala operatoria, non esattamente weekend-friendly) e una cuffia ingombrante che ti faceva sembrare un DJ del 2050 Ora, invece, basta un microdispositivo inserito tra i follicoli piliferi. Grazie a microaghi invisibili, capta in modo super preciso l’attività cerebrale. E funziona anche se stai correndo, passeggiando, o scrollando Instagram senza meta.

La tecnologia è già stata testata su sei soggetti, che sono riusciti a: rispondere a una videochiamata, rifiutarla e chiuderla. Tutto senza toccare un bottone. Solo usando la testa (in tutti i sensi). Il dispositivo ha retto per oltre 12 ore anche in movimento. Quindi sì: puoi rispondere alle call mentre ti alleni. Addio scuse tipo  “non ho fatto in tempo a toccare lo schermo“.

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