Se pensavate che le relazioni fossero già abbastanza sbatti nella vita reale, aspettate di vedere cosa sta succedendo in Cina con l’AI. Sempre più giovani donne stanno iniziando a instaurare relazioni sentimentali con fidanzati creati dall’intelligenza artificiale. Tutto vero. Vere e proprie conversazioni quotidiane, storie romantiche, screenshot salvati come ricordi di coppia e perfino fantasie di matrimonio.
Il fenomeno sta crescendo velocemente sulle piattaforme digitali e, inevitabilmente, ha attirato l’attenzione del governo di Pechino. Non tanto per una questione romantica, stica, ma per un tema molto più concreto: la natalità. In un Paese che sta affrontando uno dei cali demografici più pesanti degli ultimi decenni, il fatto che le donne in età fertile si accoppino virtualmente con un bot non lo vedono benissimo.
Il caso della studentessa con 200 fidanzati virtuali
Uno dei casi più raccontati negli ultimi mesi è quello di Phoebe Zhang, una studentessa di psicologia di ventuno anni citata in un reportage peso del New York Times. Nell’arco di un anno la ragazza ha “frequentato” più di duecento uomini generati dall’intelligenza artificiale.
Alla fine, dopo una lunga serie di appuntamenti digitali, ha deciso di concentrarsi su due partner virtuali: uno con un carattere ribelle ed estroverso, l’altro con il profilo di un comandante militare patriottico. Vabbè, stiamo volando. Con loro parla ogni giorno, condivide pensieri e fragilità, e conserva gli screenshot delle conversazioni come se fossero fotografie di coppia.
Sa benissimo che non sono persone reali eh, non è sciroccata, ma questo non impedisce alla relazione di funzionare. Anzi, racconta di aver immaginato perfino un matrimonio e dei figli, ovviamente all’interno di un gioco di ruolo digitale.
Il boom delle app di companionship
Dietro queste storie non c’è solo curiosità tecnologica, ma un vero e proprio mercato in espansione. Negli ultimi anni in Cina sono nate decine di app di companionship, piattaforme che permettono di conversare con partner virtuali progettati per offrire supporto emotivo, intrattenimento e compagnia.
Startup come MiniMax sono diventate rapidamente protagoniste di questo settore. Le loro applicazioni promettono relazioni sempre più realistiche, con personaggi digitali dotati di memoria, carattere e capacità di evolvere nel tempo. In pratica non è una semplice chat: è una relazione narrativa che cresce giorno dopo giorno.
Gli utenti possono personalizzare quasi tutto. Voce, personalità, stile comunicativo, perfino la storia personale del partner virtuale. Il risultato è un fidanzato digitale costruito su misura, sempre disponibile, sempre empatico e — dettaglio non trascurabile — che non litiga mai.
Un fenomeno soprattutto femminile
Secondo diversi analisti, la maggioranza degli utenti di queste piattaforme è composta da donne. Zilan Qian, ricercatrice dell’Oxford China Policy Lab, ha spiegato che molte versioni cinesi di queste app sono progettate proprio pensando a un pubblico femminile.
Gli avatar maschili sono spesso al centro dell’esperienza e l’interazione è pensata per simulare una relazione sentimentale stabile. Tutto questo si inserisce in quella che alcuni studiosi chiamano “economia della solitudine”, un mercato digitale in cui l’interazione emotiva diventa un servizio.
E come ogni servizio digitale che si rispetti, alcune funzionalità sono premium. Più memoria nelle conversazioni, personalizzazione della voce o maggiore profondità emotiva del personaggio. Più la relazione diventa coinvolgente, più cresce la possibilità di monetizzazione. Fatturato first.









