A Milano respiriamo già l’impossibile, possibile che ancora continuiamo a fumare e a svapare? Da un lato, quell’odore di bar Anni Ottanta che fa boomer solo a pensarci… Dall’altro, quell’odore dolciastro di liquirizia rinsecchita in auto, di menta della Tundra, di fragola spappolata nella borsa frigo… Insomma, anche basta. E visto che chi scrive si è fumata tutto il fumabile per poi smettere definitivamente nel 2015 ci potete riuscire anche voi. Oppure no, ma almeno finite il pezzo, perché abbiamo una notizia. Anzi, due. Anzi, tre.
La conferenza da non perdere
Notizia Uno. Dal 20 al 22 maggio proprio a Milano si svolge la European Conference on Tobacco or Health, promossa da LILT quindi potrebbe essere la volta buona che ci informiamo e molliamo almeno questo vizio… Raga, be honest: per imbruttirci non serve rischiare un malanno ai polmoni, all’esofago, alla gola… una pelle di cartapecora e un pisello che non tira. Possiamo riuscirci benissimo mandando semplicemente affanc**o quelli che buttano (ancora?!) i mozziconi dal finestrino. Senza contare gli str**** che vi fanno fumare le orecchi al semaforo quando scatta il verde e non partono.
Ma torniamo alla conferenza. Vedete di non fare la solita figura dei giargiana e arrivate studiati: non vi azzardate a parlare di Smoke Free, perché quello lo fanno anche le multinazionali del tabacco per spingere la vendita delle sigarette elettroniche. Il concetto che deve passare è quello del Tobacco Free e del Nicotine Free. Solo così non rischieremo più di sentirci dire che sappiamo di posacenere bagnato al prossimo intrallazzo fedifrago che ci concediamo.
Comunque, ce lo faremo spiegare bene e poi lo andremo a spiegare anche in Comune, perché al momento in città come sapete ci sono le aree smoke free, ma le sigarette elettroniche all’aperto sono ancora consentite. “Beh, chiaro” – ci dicono sotto voce da Palazzo Marino, “tutto partì dai dati ARPA secondo cui il fumo delle sigarette incide sulla quantità di smog, quindi hanno iniziato a lavorarci gli esperti dell’Ambiente, non quelli della Salute. Però ci possiamo arrivare“. Occhio che l’avete detto, anche se sotto voce…
Recap sul divieto di fumo
Ripassino. Ve lo ricordate vero che dal 1° gennaio 2025 che esiste il divieto di fumo in tutte le aree pubbliche all’aperto, in particolare quelle dove non è possibile garantire la distanza di 10 metri dalle altre persone?! E che addirittura è in vigore già dal 2021 il divieto di fumo in alcune zone specifiche come:
• fermate dei mezzi
• parchi
• aree verdi (comprese le aree cani… eh sì, vi abbiamo sgamato)
• cimiteri
• strutture sportive, ad esempio sugli spalti dello stadio.
Ovviamente non ce ne siamo accorti perché nessuno controlla, quindi tutti continuano a farsi beatamente le sigarette loro e gli svapi restano per ora ammessi.
In Consiglio Comunale c’è chi ha proposto addirittura di vietare il fumo anche a zero metri, raccogliendo consensi a Destra e a Sinistra… ma anche bestemmioni a Destra e a Sinistra. Perché si sa, i vizi non hanno né parte, né partito. Il dato allucinante emerso dal dibattito è che i divieti ci sono ma nessuno li rispetta, perché tanto nessuno fa le multe: 35 quelle elevate in un anno a chi non ha rispettato i 10 metri di distanza. Decidete voi se ridere o piangere.
Il nuovo spazio dove non si può fumare
Notizia Due. Comunque la pensiate, in occasione della conferenza contro tabacco e nicotina non perdetevi l’inaugurazione del murale a tema presso Stazione Radio, lungo la Martesana, che offre ai suoi frequentatori un giardino di 3000 metri quadrati dove sono vietate anche le e-cig e il loro puzzo melenso. “Ci stiamo fumando buona parte del fatturato“, dice sorridendo (ma non troppo) il direttore Maurizio Guagnetti, “e ci prendiamo anche dei gran vaffa da quelli a cui chiediamo di spegnere le sigarette. Ma la scelta l’abbiamo fatta, per noi conta di più il fatto che LILT ci abbia premiati“.
Premiati? Eccola qua la notizia numero tre. “LILT ci ha regalato un mega murale realizzato da Nico 189 (al secolo quel gran figo di Nicola Laurora, ndr). Infatti, non ci potevano credere che a Milano ci fosse un locale che si fuma il fatturato ma tutela la salute“. Pheega, fuori come dei balconi!








