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Lascia Milano per il Monferrato. “Cercavo una pace che la città non sapeva più darmi”: intervista ad Alice Agnelli

Tutti la conoscono come A Gipsy in the Kitchen e, da Milano, ha raccontato al mondo gioie, dolori, ma soprattutto passioni, dalla cucina vegetariana alla sua città natale. Adesso però si è lasciata la Circonvalla alle spalle e ha trovato la felicità in Monferrato.
18 Maggio 2026

Alice Agnelli, nota ai più come A Gipsy in the Kitchen, è una scrittrice, food blogger e content creator con un corposo passato nel mondo della moda. È una Milanese Doc, Imbruttita il giusto – “Ho più botox che sangue“, spiega mentre disquisiamo su chi riesca a mascherare meglio l’età attraverso la videocall – e ha un pregio meraviglioso che deve averle causato parecchi guai: un’ironia tagliente che ti spiazza, ancora di più perché non te l’aspetti proprio da uno scricciolo con il caschetto perfetto ancorché reduce da un trasloco epocale.

Quando la raggiungiamo in videochiamata il sole del Monferrato è talmente forte, che lei deve rientrare in casa per vedere lo schermo del telefono senza coprirsi gli occhi. Lasciata fuori la luce del giorno, in casa ogni tanto spunta Luce bambina, evidentemente sveglia e abituata al lavoro della mamma perché non si mette mai a favore di telecamera e passa i lavoretti restando fuori campo con estremo rigore.

Un sospiro e Alice comincia con fare gentile e sorridente: “Ho scelto questo posto per Lei, ma anche per me e per i miei cani, Baku e Brie. La nostra famiglia aveva bisogno di quella pace che Milano non sapeva più darci“, nemmeno in uno dei suoi quartieri più pittoreschi e defilati: l’Ortica. Nei loft in cui abitavano la tensione era diventata quotidianità. “La mia vicina aveva due Pitbull. Una sera ha pensato bene di lasciarli liberi mentre io stavo uscendo con i miei cani. Ho cercato di tornare dentro, ma uno dei suoi cani è entrato in casa azzannando il mio. E mia figlia non era molto lontana. Da quel momento ogni volta che uscivo immagina come stava il mio sistema nervoso”.

Milano e altre calamità

L’episodio si inseriva in una lunga stagione di sfighe, sentimentali ma anche domestiche: tubi che perdono, frutta che ammuffisce in fretta (che per una foodblogger dev’essere come il paletto di frassino per un vampiro): “Avevo amato molto quella casa: mi aveva accolta e protetta quando era ancora in un contesto raccolto e ci scambiavamo madeleine e legna da ardere fra vicini… ma capivo che dovevo andarmene e cominciai a cercare disperatamente un altrove a Milano, perché lì sono nata e cresciuta e lì soprattutto mia figlia e io abbiamo amici e consuetudini“. 

Però, la città tanto amata e difesa nella vita non si è dimostrata affatto comprensiva: “Innanzitutto non mi affittavano un’altra casa perché avevo i cani… e anche volendo, avevano costi o posizioni non sostenibili. Mi sono ritrovata davanti a un bivio: cosa faccio? Vado a vivere in uno di quei famosi quartieri dormitorio oppure faccio davvero un cambio vita?”.

La risposta, racconta, è arrivata da lontano. “Ho sentito decantare il Monferrato la prima volta da un cliente austriaco che si era trasferito con sua moglie e i bambini e mi aveva raccontato la loro esperienza: un posto molto bello, con molte scuole, un ritmo di vita più lento, la natura… Mi hanno talmente incuriosito che ho iniziato a seguirli sui social e mi sono innamorata di questi scorci”. E così Alice comincia a sognare: “Mi sono visualizzata in questo contesto assolutamente bucolico di Ralph Lauren vestita, perché la cagnetta della moda in me è sempre presente”, ma la decisione non arriva ancora anche se ha cominciato a vedere case.

Quando avviene lo switch

Il destino però aveva già i suoi piani. Fra le varie menate, Alice affronta una causa con i proprietari della sua vecchia casa ma la perde. “Ci credi alla magia? Senti qua: l’avvocato mi comunica che abbiamo perso in tribunale con la vecchia proprietà. Sono disperata… e mentre mi chiedo dove vado con mia figlia e i miei cani, squilla il telefono. È l’agenzia di una casa bellissima che era andata a una cliente francese. Mi dice che la cliente francese aveva rinunciato. La casa era mia. La casa è mia”.

Nemmeno un paio di mesi e le valigie sono pronte: prima notte in Monferrato il 12 aprile 2026. Dentro e fuori spazi enormi, verde e galline: “Sei galline livornesi, diventate otto in onore di mia figlia alla firma del contratto”, racconta Alice ridendo. Nel giro di pochi giorni, la vita milanese — fatta di Deliveroo, traffico e ansia da pitbull — viene archiviata. “È successo tutto in frettissima: caparre, disdette, ricerche di rete internet tra le risaie…”.

Va beh, ma come fai a vivere lì? Per ora vedo una vita molto più consapevole, con consumi diversi. Ho visto in questi giorni che avevo bisogno di un elettricista, di uno che mi facesse partire internet, di uno per smaltire i cartoni. Ma sai la solidarietà che c’è stata senza nemmeno dover chiedere?!“. “Altro che la Milano “londrizzata” per sceicchi milionari!“, chiosa Alice.

Il confronto è impietoso, anche se faremo finta di niente. “I costi sono completamente diversi da quelli a cui siamo abituati a Milano. Ci mancherà forse Deliveroo e il sushi a casa lo vedo un po’ lontano, ma è molto più importante non dovermi più preoccupare della sicurezza mia, di mia figlia e dei miei cani”. E comunque qualche Imbruttito Milanesizzato Alice lo ha trovato anche qui: “Sono andata a vedere questa scuola per Alice, bellissima, con un programma super inclusivo… Retta annuale: 10mila euro“. Pensa se non era inclusiva!

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