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Pause, luce naturale, stretching: i consigli dell’Inail per chi fa smart working

L'Inail a marzo ha indicato alcune raccomandazioni per chi lavora da casa. Tra le altre, non esporsi a correnti d'aria e mettere in ordine i cavi dei dispositivi digitali

Abbiamo capito che lavorare in smart working non fa così bene alla salute: mal di schiena garantito, occhi che bruciano, muscoli indolenziti. Insomma, bene ma non benissimo. Per questo l’Inail ha pensato bene di pubblicare delle raccomandazioni per chi si è ritrovato a lavorare da casa ma sta vivendo un degrado psico-fisico. Cioè quasi tutti, diciamoci la verità.

L’istituto nazionale di infortuni sul lavoro ha reso note queste dritte a marzo, ma visto che – ahinoi – siamo ancora in ballo con il virus, conviene fare un ripassino veloce. Dunque, first: “Lavorare in un ambiente con illuminazione naturale diretta“. Se lavorate ore e ore con la luce di una lampada addosso, potete salutare prematuramente le vostre retine. Adios! Punto due: “Evitare di esporsi a correnti d’aria fastidiose“. Sembra una cazzata, ma se vi piazzate in mezzo a due finestre aperte pensando di fatturare accarezzati da un’arietta bella fresca, rischiate di ritrovarvi la cervicale spezzata in due. Evitiamo.

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Altra raccomandazione: “Disporre i cavi in modo da minimizzare il pericolo di inciampo”. Carica batteria del Mac, carica batteria dello smartphone, fili della stampante, fili che sono lì dal 2003 e non si capisce perché, fili che partono dalla ciabatta e finiscono chissà dove. Insomma, fili come se piovesse. Cercate di tenere giusto quelli necessari, possibilmente belli ordinati in un angolino che prendere dentro e cadere di faccia sul pavimento è un attimo. Oh, crudo ma vero. Sempre per quanto riguarda i cavi: “Spegnere e staccare i cavi di tutte le attrezzature una volta finito”. Non lasciate roba lì che, come direbbero i nonni, “Non si sa mai cosa può succedere”. Tocchiamoci le balle, ma stacchiamo le liane che l’è mei.

Altra dritta, fondamentale: “Fare delle brevi pause per distogliere la vista dallo schermo e sgranchirsi le gambe”. Non fate i supereroi, non serve. Poi siete a casa, dai. Appena potete staccatevi dallo schermo del computer e magari evitate di attaccarvi subito a quello dello smartphone. Un po’ di digital detox, please. Approfittate del break per fare una passeggiatina all’aperto, un po’ di stretching, fate voi. Ma fatelo. Continuiamo con “Avere una sedia con i bordi smussati“, anche perché altrimenti sai che male.

Segnaliamo anche, tra le raccomandazioni: “Evitare di usare il cellulare mentre si cammina“. Ebbene sì. Pure se siete a casa e dovete spostarvi dalla camera alla cucina, cercate di non rincoglionirvi troppo sul cell ma guardate dove andate. I mignoli dei vostri piedi vi ringrazieranno. Infine, “Allungare i muscoli della mano e del pollice”: visto che le mani sono gli arti che si agitano di più durante lo smart working, diamogli un po’ di tregua. Uno scrocchio qua, uno scrocchio là, qualche esercizio easy e via. Come nuovi. Più o meno.

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