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A Milano un’altra azienda sperimentarà la settimana lavorativa corta (e non solo)

La multinazionale statunitense Mondelez International, che in Italia ha sede a Milano, ha inaugurato il progetto pilota Workplace of the Future, che prevede, tra le altre cose, settimana corta e lavoro ibrido

A settembre 2021 vi avevamo parlato di un’azienda (una delle pochissime) che a Milano stava sperimentando con successo la settimana corta. Su questo tema in Italia siamo ancora molto indietro, a differenza di paesi come il Belgio (ma non solo) che stanno invece tentando approcci più flessibili. Per fortuna ci sono anche qui aziende che, spinte da iniziativa personale, continuano a provarci. Tipo la multinazionale statunitense Mondelez International, che in Italia ha sede a Milano: il gruppo ha inaugurato proprio nel Belpaese il progetto pilota Workplace of the Future che prevede, tra le altre cose, l’introduzione della settimana lavorativa di 4,5 giorni.

Il progetto è cominciato con l’inizio di marzo e riguarda per l’appunto i dipendenti negli uffici di Milano. Tra i principali punti del programma la possibilità di distribuire le ore settimanali di lavoro su 4,5 giorni lavorativi, ma non solo. Si può scegliere se lavorare regolarmente dall’office o se farsi 2 giorni di smartworking alla settimana più 2 giorni aggiuntivi al mese from homepianificare individualmente le ferie annuali senza star dietro per forza alle chiusure imposte dall’azienda. Oh, mica male.

“Siamo orgogliosi di essere fra i pionieri in Italia di un approccio innovativo che coniuga tutte le esigenze delle parti in campo, con un occhio particolare a quelle delle persone”, è stato il commento di Silvia Bagliani, presidente e amministratrice delegata del gruppo Mondelez International in Italia, come riportato da Adnkronos. “Crediamo che i tempi siano maturi per sperimentare Workplace of the Future, un modello di lavoro ibrido che consente da un lato una maggiore flessibilità e sinergia tra lavoro e vita privata e dall’altro di vivere gli uffici come luoghi indispensabili per favorire la collaborazione, la co-creazione e per nutrire la cultura aziendale”.

Ma da dove è venuta questa idea al Mondelez? Semplicemente dialogando con i dipendenti, interessandosi a loro. Che roba strana, eh? Da un sondaggio interno è venuto fuori, infatti, che il 94% dei dipendenti gradisce molto il lavoro in smart-working, che pare aumenti concentrazione e produttività. At the same time, i lavoratori della multinazionale hanno specificato che il lavoro in ufficio è importante per sviluppare e rafforzare i rapporti sociali. Ergo, la flessibilità non è più un’esigenza dettata dalla pandemia, ma un’esigenza sentita dei dipendenti, in grado di migliorare la sinergia fra vita privata e professionale e allo stesso tempo la produttività dell’azienda. Applausoni.

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