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Nonostante la siccità, a Milano l’acqua non è un problema: merito del super serbatoio proprio sotto i nostri piedi

No problem, sotto la City di acqua ce n'è ancora un botto. Almeno fino al 2050

Se siete in sbattimento totale per questa cosa della siccità, e state facendo scorte senza senso di Acqua San Benedetto, vi tranquillizziamo subito. Nonostante l’emergenza evidente, l’acqua a Milano non sarà un problema almeno fino al 2050. Il serbatoio meneghino è una roccia, una garanzia, e funziona che è una meraviglia, come ha raccontato il Sole24Ore in un interessante approfondimento. In pratica ecco come funziona: l’acqua potabile della City viene prelevata interamente dalla falda, a una profondità tra gli 80 e i 100 metri, attraverso un sistema bello complicato (per noi gnurantoni) a doppio sollevamento, costituito da 500 pozzi a uso idropotabile (figa!) e 28 stazioni di pompaggio, che alimenta la rete che poi porta l’acqua nei nostri rubinetti. Che giro, eh?

Ovviamente quest’acqua, prima di arrivare a casa nostra, viene prima controllata e trattata eh. Altissima e purissima, sia mai. I 2235 chilometri di tubature trasportano la water in tutta la città, per servire qualcosa come 2 milioni di persone. Ma il ciclo non si conclude mica qui: si arriva poi alla rete fognaria, che dopo circa 1500 chilometri confluisce verso i due big depuratori: Milano San Rocco e Milano Nosedo. Qui l’acqua viene depurata e trattata e infine restituita all’ambiente andando a finire nei canali che alimentano i campi agricoli. Che giro. “La falda è al momento una riserva infinita – ha detto al Sole Andrea Aliscioni, direttore del servizio idrico di Mm – senza contare che il prelievo viene fatto esattamente sotto le abitazioni, dunque a chilometro zero, con un impatto di trasporto inesistente”.

Se non ci avete capito una mazza, tutto regolare. Quello che deve essere chiaro è che no panic, non resteremo senz’acqua (cioè, non nel prossimo futuro si intende). “La quantità di precipitazioni in città, nonostante quello che possa sembrare, in media rimane costante – ha detto al Sole Fabio Marelli, direttore dell’acquedotto di Milano – Questo è un anno eccezionale perché ci ha fatto vedere un inverno molto secco, ma in generale non si vede un gran cambiamento”. Ah, ok. Più che altro, gli esperti ci dicono che le pioggie saranno pure rare, ma quando arriva sono concentrate e belle violente. “Cosa che impone anche un cambiamento urbanistico della città”. Tipo? Tipo sistemi naturali di drenaggio, proprio per affrontare meglio le piogge aggressive.

“Sarà importante – spiega Aliscioni – ridurre le superfici asfaltate e cementificate per favorire un naturale assorbimento del terreno”. A rassicurarci anche un altro esperto, Luca Alberti, docente al dipartimento di ingegneria civile e ambientale al politecnico di Milano, secondo il quale almeno fino al 2050 non dovremmo avere alcun problema con l’acqua (e con la sua mancanza). “La falda milanese non sembra essere a rischio”, al massimo “potrebbe abbassarsi di qualche metro”. Oh, sperem.

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