Skip to content
La Gen Z preferirebbe licenziarsi che lavorare troppo, lo dice un nuovo report / Lorenzo Ruzza mette in palio una casa a CityLife da 300K: basta comprare un orologio / I campi di zucche sono già operativi! Facciamo un recap tra Milano e dintorni / Prima web e AI, poi il dottore: a Milano ci curiamo sempre di più “su Internet” / Sfera Ebbasta fa la storia a Milano: è il primo artista al mondo a girare un video davanti all’Ultima Cena / ATM compie 95 anni e trasforma tre vetture in gallerie d’arte color oro [FOTO] / A Venezia è polemica-scontrino: toast, croissant e due Spritz a 72 euro, di cui 7 di “supplemento musica” / A Milano anche andare al mercato costa una fucilata: fagiolini a 33 euro al chilo, carote quadruplicate / Bollo auto, nel 2027 oltre 5 milioni di veicoli esentati in Lombardia. Ma è già polemica / A Milano i prezzi delle case crescono ancora (e pure nell’hinterland) / La Gen Z preferirebbe licenziarsi che lavorare troppo, lo dice un nuovo report / Lorenzo Ruzza mette in palio una casa a CityLife da 300K: basta comprare un orologio / I campi di zucche sono già operativi! Facciamo un recap tra Milano e dintorni / Prima web e AI, poi il dottore: a Milano ci curiamo sempre di più “su Internet” / Sfera Ebbasta fa la storia a Milano: è il primo artista al mondo a girare un video davanti all’Ultima Cena / ATM compie 95 anni e trasforma tre vetture in gallerie d’arte color oro [FOTO] / A Venezia è polemica-scontrino: toast, croissant e due Spritz a 72 euro, di cui 7 di “supplemento musica” / A Milano anche andare al mercato costa una fucilata: fagiolini a 33 euro al chilo, carote quadruplicate / Bollo auto, nel 2027 oltre 5 milioni di veicoli esentati in Lombardia. Ma è già polemica / A Milano i prezzi delle case crescono ancora (e pure nell’hinterland)
CONDIVIDI:
Link copiato!

Gen Z e lavoro: vanno ai colloqui con mamma e papà, sono impreparati e chiedono troppo

Secondo un sondaggio della rivista Intelligent i membri della Gen Z faticano a trovare un lavoro perché sono svogliati, permalosi e pretenziosi.

La questione Gen Z e lavoro è molto delicata, soprattutto dalla pandemia in poi. Dalle lamentele dei ristoratori che non trovano più personale perché i giovani non vogliono più lavorare tanto e nel weekend, di strada pare non se ne sia fatta. Anzi.

Pure Jodie Foster, in un’intervista al Guardian, ha mosso critiche verso le nuove generazioni, parlando nello specifico dei giovani attori che lavorano con lei, quelli nati tra il 1997 e il 2012 e quindi appartenenti alla Gen Z. “Sono davvero fastidiosi, soprattutto sul posto di lavoro. Fanno tipo: ‘No, oggi non me la sento, verrò alle 10:30′. Oppure, nelle e-mail, quando faccio notare gli errori grammaticali e la necessità di controllare l’ortografia: ‘Perché dovrei farlo, non è un po’ limitante?”. Ora, già immaginare Jodie Foster sbeffeggiata da un ragazzino fa sorridere, ma questo è. Comunque, l’attrice Premio Oscar non sembra essere andata molto lontano: i giovani di oggi (figa se ci sentiamo boomer a scrivere così) pare si approccino al lavoro – qualunque esso sia – con una certa superficialità. O, per ribaltare il punto di vista, con una nuova libertà e sfrontatezza che i nostri vecchi sicuro non possedevano.

E veniamo all’argomentazione: un recente sondaggio della rivista Intelligent (siamo negli USA) ha rilevato che la difficoltà dei membri della Gen Z di trovare un lavoro dipende sostanzialmente dal loro atteggiamento. L’indagine ha coinvolto 800 manager e dirigenti a cui è stato chiesto perché preferiscano professionisti più Senior a giovani con poca esperienza. Circa il 39% dei direttori d’azienda opta per gente qualificata, a costo di pagarla di più. Un’inversione di tendenza, almeno nella percezione, rispetto all’andazzo di alcuni anni fa quando sembrava che tutti volessero assumere solo stagisti 18enni pagandoli zero per risparmiare, lasciando i professionisti seri a casa a fare le ragnatele.

I motivi di questo switch? Più della metà dei boss ritiene che i giovani evitano il contatto visivo durante i colloqui e chiedono compensi esagerati. Pare che alcuni candidati, poi, si presentino ai colloqui addirittura con i genitori al seguto (maperché?) e spesso indossino abiti inadatti all’ambiente. Due terzi dei datori di lavoro hanno poi evidenziato come i ragazzi e le ragazze della Gen Z siano incapaci di gestire i compiti loro assegnati, arrivino in ritardo in ufficio e spesso non rispettino le scadenze. Insomma, un disastro. Ma non è finita. Sempre secondo Intelligent, il 58% dei capi interpellati ritiene che i giovani siano un po’ permalosetti, e si offendano troppo facilmente. E poi ancora non accettano le critiche, sono impreparati ai ritmi della vita lavorativa, non sanno comunicare con superiori e colleghi, e non sono professionali. Se siete della Gen Z o conoscete bene giovani in fase di colloquio… potete confermare il disagio?

CONDIVIDI:
Link copiato!