Diciamo la verità. A parte pochi fortunati, le app di incontri non aiutano nessuno e fanno perdere del gran tempo: match che non scrivono e match che debordano, quelli che ghostano e quelli che stalkerano, quelli che cringiano e quelli che dal vivo sembrano usciti da un’altra app, se non proprio da un’altra dimensione. Insomma, da esperienza eccitante lo scroll della schermata di Tinder ha finito per avere lo stesso effetto del check delle offerte di lavoro online: tanta fuffa, poche emozioni, nessun risultato.
Ecco allora che qualcuno, a Londra, se n’è accorto e ha deciso di cambiare modello di business. Basta swipe, basta illusioni, basta attese. Welcome Date My Mate! – Esci con il mio amico! Un vero e proprio show in cui il protagonista sei tu nelle parole di un tuo amico, che ti presenta al pubblico con un PowerPoint. Due minuti di tempo, slide pulite, storytelling, magari un grafico. In sostanza, invece di vendere il progetto di una start-up, il tuo amico/a vende una persona che conosce benissimo: te.

Come funziona Date My Mate!
Certo, non sta a raccontare di quella volta che ti ha raccolto con il cucchiaino fuori da una discoteca dove avevi esagerato con i free drink. E nemmeno del fatto che la fine della tua relazione precedente ti ha lasciato per sei mesi sul divano come il Grande Lebowsky. Lui/lei ti presenta ai possibili “acquirenti” concentrandosi sui tuoi punti di forza. Cioè, se hai 50 anni, non dice che sei sul viale del tramonto: dice che sei un pezzo vintage di ottima fattura, con caratteristiche oggi introvabili.
Nel 2025 l’uso delle app di dating è precipitato: troppe balle, troppi narcisi e malati in giro, troppa fatica per risultati mediocri, anche quando cerchi solo un po’ di sesso. Il dating digitale doveva semplificare tutto e invece è diventato un secondo lavoro, non pagato e con i KPI impazziti. Ecco allora che Date My Mate ha preso questo fallimento e lo ha trasformato in uno show: nei locali di Londra queste serate vanno sold out in pochi minuti. Il pubblico arriva, si prende una birra, attacca un adesivo con scritto “Date” se è single oppure resta in modalità supporter se è lì per accompagnare qualcuno. E poi guarda.
Guarda amici che salgono sul palco e raccontano vite altrui con un livello di sincerità che su Meetic ti bloccherebbero l’account. Pregi, difetti, manie, red flag. Tutto. Senza filtri. Senza quella patina finta da profilo perfetto destinato a incagliarsi contro l’iceberg della realtà. Così, invece di finire nel mucchio dei prodotti in saldo dove nessuno spulcia più, finisci in vetrina con i riflettori puntati e la parlantina sciolta del tuo amico che ti mette un po’ in imbarazzo ma ti fa anche tanta pubblicità. Una recensione live che vale più di 5 stelline online.
Il tuo amico ci mette la faccia e dice: “Guarda, non è perfetto, ma fa la sua porca figura”. Un cortocircuito perfetto: dopo anni a digitalizzare ricordi, relazioni e incontri – tutti piegati ad algoritmi e percentuali, adesso facciamo un passettino indietro e ci rimettiamo in gioco dal vivo, però mettendo a frutto anni di lavoro in ufficio e in agenzia.
Il risultato è una via di mezzo surreale tra un appuntamento, una performance situazionale e una riunione di lavoro. E raga, pare che funzioni. La gente ride e si imbarazza, ma anche si riconosce si parla dal vivo. Senza filtri, senza editing, senza chat, senza ghosting. Figuracce reali e senza appello, ma anche sguardi, sorrisi e profumi che online si perdono. E una roba potentissima: vedi già che amici ha il tuo potenziale nuovo partner. Anche quello dice molto di te, più delle parole e dei PowerPoint.
“Date my Mate!” a Milano
Vi siete presi bene? Volete divertirvi a presentare il vostro amico o amica single, o magari i single siete voi? Bè, allora fate un check sul sito ufficiale di “Date my Mate!” e controllate i prossimi eventi in Italia. A Milano, segnatevi il 12 luglio all’Alcatraz: vi basterà registrarvi e il gioco è fatto! Oppure fate un check agli eventi di “Pitcha l’Amico”, sempre a Milano.
Dunque, 2026: punto e a capo. Per farsi conoscere ci vuole: un locale, una birretta, un buon amico a farti da spalla e una presentazione come si deve. E chi guarda lo smartphone paga da bere.
Autrice: Daniela Faggion









