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Ma, onesti: ha ancora senso l’ora solare?

Il simpatico giochetto con le lancette si farà nella notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre. Utilità?
24 Ottobre 2025

Raga, ci siamo. Sta per tornare l’ora solare, e quindi pure il buio pesto alle cinque del pomeriggio. Il simpatico giochetto con le lancette si farà nella notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre, quando alle 3 dovrete tirare indietro di un’ora gli orologi (sì, lo so, voi dormirete già da un pezzo, e il telefono lo farà da solo, ma facciamo finta di essere diligenti). Notizia positiva? Dormirete un’ora in più. Notizia negativa? Come anticipato, alle cinque del pomeriggio vi sembrerà di piombare nella notte oscura di Gotham City caz*o.

Ma chi si è inventato l’ora solare?

Ogni anno, puntualmente, arriva anche la domanda: “Ma cosa serve l’ora solare? Non possiamo tenere le cose come stanno, così magari alle 19 ancora un po’ di luce c’è e ci viene voglia di uscire?“. Quesito sacrosanto. La risposta ci riporta indietro nel tempo. Tutto è iniziato con Benjamin Franklin – sì, quello del parafulmine – che nel 1784 pensava che svegliare la gente presto avrebbe risparmiato sulle candele. In Italia l’ora legale venne introdotta per la prima volta nel 1916 per questioni legate alla guerra, e dopo anni di confusione, l’ora legale in Italia è diventata definitiva nel 1966. Da allora ci siamo trascinati dietro questa abitudine, prima per il carbone, poi per l’energia elettrica, con l’idea che spostare le lancette ci avrebbe fatto risparmiare soldi e risorse.

Ma è davvero così? Beh, secondo alcuni, mica tanto. A parte qualche studio che dice che l’ora legale fa risparmiare qualcosa, c’è un mare di opinioni contrastanti. C’è chi giura che il risparmio energetico è minimo, e chi addirittura dice che non risparmiamo niente di niente. Per esempio, Terna, la società che gestisce la rete elettrica italiana, dice che tra il 2004 e il 2020 abbiamo risparmiato ben 10 miliardi di kWh grazie all’ora legale. In termini economici, sono circa 1 miliardo e 720 milioni di euro.

E se la abolissimo?

Intanto, però, a Bruxelles si sta discutendo da anni se sia il caso di abolire ‘sto tira e molla con le lancette una volta per tutte. Nel 2018 il Parlamento Europeo si è pure mosso, facendo sondaggi e studi a non finire. E sapete com’è andata? L’84% degli interpellati ha detto “basta con ‘sta caz*ata dell’ora solare“. Ma, come spesso succede con le cose importanti, la questione è rimasta appesa. Doveva essere chiusa entro il 2021, ma poi sono arrivati il Covid, la guerra in Ucraina, Israele… insomma, di problemi ne abbiamo avuti altri.

E cosa succederà quando decideranno? Dipende. I Paesi del Nord Europa, dove il sole è un miraggio per buona parte dell’anno, vorrebbero tenersi l’ora solare tutto l’anno. Meno casino con le lancette, meno stress per il corpo e via così. Al Sud, invece, dove ci piace vivere un po’ di più all’aperto e magari goderci qualche ora di luce extra la sera, preferiremmo l’ora legale.

 Insomma, il dibattito è ancora aperto, ma per ora il verdetto è questo: non cambia una sega. Il 26 ottobre si torna indietro di un’ora, volenti o nolenti. Godetevi quel sonnellino extra, ma preparatevi anche ad uscire dal lavoro col buio totale. Sarà un inverno lungo, con le giornate che si accorciano sempre di più fino al solstizio, il 21 dicembre. Poi, a fine marzo 2026, tornerà l’ora legale e quindi serate più luminose.

Per contrastare il caro-energia e consentire a famiglie e imprese risparmi sulle bollette di luce e gas, nel 2022 la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) e Consumerismo No profit, hanno chiesto alla Commisione Europea, al Parlamento Europeo e al Governo Italiano di istituire l’ora legale tutto l’anno, abbandonando quindi l’obsoleto passaggio ora legale/ora solare. La petizione su Change.org ha raggiunto 350mila firme. L’obiettivo? Garantire un’ora di luce in più ogni giorno nel pomeriggio, quando le attività lavorative sono ancora in pieno svolgimento, accettando però di svegliarsi al mattino quando è ancora buio pesto. “Il passaggio permanente all’ora legale consentirebbe risparmi sui consumi di energia stimabili in circa 1 miliardo di euro solo nel primo biennio e taglierebbe le emissioni climalteranti per un totale di 200.000 tonnellate di CO2 all’anno, con conseguenze positive sulla salute umana”.

 Voi da che parte state?

 

 

 

 

 

 

 

Autrice: Francesca Tortini

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