In palestra con le colleghe? Roba Anni Ottanta. Caffè e passeggiata? Vecchiume. La pausa lavoro cambia volto. Letteralmente. Pare infatti che, per socializzare, dall’ufficio non ci si sposti più al bar o al ristorante, bensì nei centri estetici per farsi iniezioni di Botox tutti insieme. Questo sia all’ora di pranzo, sia a fine giornata. “Andiamo a farci una birretta” comincia a essere sostituito da “Andiamo a farci una punturina“, almeno negli ambienti in cui l’immagine è tutto: moda, real estate e cliniche private.
Spazio alle prenotazioni di gruppo
Da che cosa si coglie il cambiamento? Semplice: dalle prenotazioni di gruppo, almeno sei persone che vanno insieme nello stesso centro alla stessa ora. Piccoli happening del ritocchino che includono spesso sconti, drink e degustazioni, esattamente come l’afterwork al bar di qualche anno fa. E attenzione: i gruppi possono anche non essere così ristretti. Un’agenzia immobiliare di Manhattan, ad esempio, avrebbe organizzato un vero e proprio “Botox party” come omaggio ai suoi dipendenti: una sorta di premio di produzione “gommoso” in un settore in cui lo sguardo dell’agente immobiliare può determinare una vendita milionaria.
Alcuni professionisti le promuovono persino come occasioni di networking, un mix tra evento sociale, cura personale e opportunità lavorativa. E così le strutture cavalcano il trend adattando gli spazi, sempre più simili a coworking di lusso: divani eleganti, bevande, persone al laptop… solo che invece di organizzare call si somministra coll…agene, filler e Botox. I colleghi possono lavorare, studiare strategie, compilare Gantt… e intanto sottoporsi a simpatici ritocchini tutti insieme appassionatamente.

Se il consumo di alcol è in calo, rimane il bisogno di fare due chiacchiere e avere qualcosa da condividere con le persone con cui si trascorre la giornata. E allora, si punta alla puntura e passa la paura! Basta nascondersi, il marketing del settore ha fatto la rivoluzione: adesso “trattamento” fa rima con “divertimento”… e l’estetica fattura da paura, spinta ovviamente dai social media e dall’ossessione per i selfie. Passata da un pezzo l’era del Cinghiale Bianco (giusto perché ci piace ogni tanto sciorinare un po’ di cultura) è ufficialmente in corso l’era del “looksmaxxing”, in cui il Botox non è più un tabù, mentre influencer e celebrità parlano apertamente dei ritocchi. E chi siamo noi per non seguirli come pecoroni?
La versione italiana: lounge, bar e open day
Non pensate di essere di fronte a un’americanata, anche noi italiani “copioni” ci stiamo organizzando, anche se siamo (per ora, ancora) meno sfacciati. Cliniche come BTX Bar Italia, tra Roma e Milano (a Porta Venezia, se interessa), confondono l’aspetto dello studio medico con un mare di rosa fluo, spazi tipo cocktail bar e arredi divertenti: divani, luci soffuse, accoglienza informale (“Canotti & gommoni lasciamoli in spiaggia”). Il ritocco passa dall’essere un atto clinico isolato e nascosto, a un’esperienza quasi conviviale.
Catene internazionali come Faceland Milano puntano su prezzi trasparenti, velocità e accessibilità, intercettando una clientela giovane e abituata a condividere tutto — anche il medico estetico — con amici o colleghi. Va detto che una piccola differenza sostanziale c’è: la normativa. In Italia il Botox è a tutti gli effetti un atto medico regolato, quindi “Botox party” proprio non si può dire… a noi piace girarci attorno, e allora vai con “experience”, “beauty event”, “wellness moment”, ma le formule sono più o men l’istess: open day, promozioni “porta un’amica”, pacchetti combo. Parole diverse, stessa ciccia.
La normalizzazione del ritocchino è più silenziosa, quasi mimetica, ma vedrete che dal team building nei boschi a quello in clinica sarà un attimo. Bisognerà solo fare attenzione a mantenere tutto “inclusivo”, attento alla salute e alla privacy, essendoci in ballo le cartelle cliniche dei dipendenti. Ma la strada che ci porterà dal Negroni ai Labbroni è stata drammaticamente aperta.









