Chissà quanta nostalgia ci verrà tra qualche mese quando i più anziani di noi dovranno salutare per sempre la storica carta d’identità cartacea: quella che si piega male, si scolora, si stropiccia in portafoglio, non entra mai fino in fondo nella plastichina e decide di sparire proprio la mattina in cui ti serve.
Toccherà farsene una ragione: dal 3 agosto 2026, infatti, quel rettangolo di carta con gli angoli tutti slabbrati smetterà di essere un documento valido, neppure se la guardi con gli occhi lucidi. Lo stabilisce il Regolamento Europeo 2019/1157: le carte di identità cartacee, anche se ancora non scadute, non rispondono più ai requisiti minimi di sicurezza previsti per i documenti di riconoscimento e di viaggio. Quindi dal 3 agosto – nel bel mezzo delle ferie – non potranno più essere usate come documento di identità o di viaggio… neanche per andare a comprare il pane, se mai il fornaio ve l’abbia chiesta.
È il progresso, bellezza
È una di quelle rivoluzioni burocratiche che arriva senza squilli di tromba, ma con date precise e senza mezze misure. Cari boomer e anzianotti, correte ai ripari e vedete di sostituire la vecchia tessera cartacea, sennò non vi funziona nemmeno il conto in banca. Dal 3 agosto in poi l’unico documento di identità valido sarà la Carta d’Identità Elettronica, la famigerata CIE che tutti negli ultimi anni abbiamo visto sbucare via via più spesso dai portafogli.
Ma quando il regolamento europeo parla di “requisiti di sicurezza”, esattamente, che cosa intende? La carta cartacea è forse pericolosa?! Ovviamente no, ma per quanto affezionati ci si possa essere affezionati, non ha la cosiddetta “Machine Readable Zone“: quella sezione leggibile dalle macchine ai controlli di frontiera, né microchip o protezioni moderne contro la contraffazione che oggi sono standard negli altri documenti europei. La CIE sì, quindi dal 3 agosto avremo solo quella.
Cosa dovete fare, al più presto
Quindi, che devi fare se hai ancora quella carta bordata e un po’ spugnosa che ti ha accompagnato per anni? Prima di tutto, non aspettare l’ultimo momento, perché per fare la CIE devi prenotare un appuntamento, di solito online, con il comune di residenza. Consegni una fototessera recente (non ci provare con quella del liceo), la tessera sanitaria e la vecchia carta d’identità, che viene ritirata e annullata. A quel punto vai a casa con una dichiarazione sostitutiva in attesa che ti arrivi per posta la nuova carta, prodotta con standard di sicurezza aggiornati.
E se sei residente in una città ma domiciliato da tutt’altra parte? Nessun problema, basta portare la documentazione che attesti l’impossibilità di procedere nel Comune di residenza al momento della richiesta. Se invece l’hai persa o te l’hanno rubata? Prima di andare all’anagrafe devi farti anche lo sbatti della denuncia ai Carabinieri o alla Polizia. Sì, da una parte o dall’altra la fila devi proprio fartela.
In generale il passaggio alla CIE è pensato per essere gestibile senza troppe seccature, ma richiede tempo e pazienza. Meglio pensarci adesso, perché se aspetti luglio ti ritrovi con l’appuntamento a dicembre. Prima o poi, comunque, quel simpatico rettangolone di carta morbida finirà dritto dal tuo portafogli al macero, insieme ad altri milioni di rettangoloni con le foto sbiadite e gli angoletti consumati.









