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Si era candidata, ma niente da fare: Rozzano non sarà Capitale italiana della Cultura 2028

Il sindaco però non è andato in sbattimento, e considera questo un punto di partenza per riabilitare il comune.
22 Gennaio 2026

Rozzano non sarà Capitale italiana della Cultura nel 2028. La città dell’hinterland sud di Milano, unica candidata lombarda, è rimasta fuori dalla shortlist delle dieci finaliste selezionate dal Ministero della Cultura. Un’esclusione che pesa, soprattutto perché per Rozzano la candidatura non era solo un titolo da mettere in bacheca, ma un tentativo concreto di ribaltare una narrazione che da anni la accompagna.

Le dieci città che proseguono la corsa sono Anagni, Ancona, Catania, Colle Val d’Elsa, Forlì, Gravina in Puglia, Massa, Mirabella Eclano, Sarzana e Tarquinia. Toccherà a loro presentarsi alle audizioni pubbliche al Ministero della Cultura il 26 e 27 febbraio. Rozzano, invece, si ferma qui.

Le escluse: tante, anche illustri

In totale erano 25 le città candidate. Oltre a Rozzano, restano fuori Bacoli, Benevento, Fiesole, Galatina, Gioia Tauro, Melfi, Moncalieri, Pieve di Soligo, Pomezia, Sala Consilina, Sessa Aurunca, l’Unione dei Comuni “Città Caudina”, Valeggio sul Mincio e Vieste. Una scrematura pesante, che ha lasciato più di qualche amministrazione con l’amaro in bocca.

Se in regioni come Lazio e Toscana c’è soddisfazione (entrambe con due città finaliste), a Rozzano il clima è inevitabilmente diverso. Ma il sindaco Mattia Ferretti ha scelto di non archiviarla come una sconfitta secca.

Il sindaco: “Non è una fine, è un inizio”

Secondo Ferretti, il percorso di candidatura ha comunque prodotto un risultato importante: aver acceso energie nuove e una consapevolezza diversa nella comunità. Rozzano, dice il sindaco, ha dimostrato di saper lavorare insieme, progettare e usare la cultura come strumento di cambiamento, non come decorazione.

Il dossier presentato al Ministero, assicura, non finirà dimenticato in un cassetto. Al contrario, viene definito un vero “punto di partenza” per il rinnovamento del territorio. Ergo, anche senza il titolo di Capitale della Cultura, alcuni progetti potrebbero vedere la luce lo stesso.

I progetti: 90 idee per cambiare volto alla città

Dentro la candidatura di Rozzano c’erano circa 90 progetti. Interventi pensati per lavorare su identità, spazio pubblico e rigenerazione urbana. Tra i più significativi: la biblioteca diffusa “La cascina delle storie”, il Museo della Città finanziato con i fondi del decreto Caivano-bis, il festival teatrale di strada “M’Incanto” e persino la trasformazione del tram 15 in un’“opera d’arte viaggiante”.

L’idea di fondo era quella di usare arte, creatività e memoria per spostare l’attenzione su una periferia urbana spesso raccontata solo attraverso problemi e criticità. Mettere Rozzano al centro, invece che ai margini. Dai, sarà per la prossima…

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