Il 2026 è iniziato con la scoperta dell’acqua calda nonostante il freddo polare che ci attanaglia. Eh sì, chi l’avrebbe mai detto… Milano è la città più cara d’Italia. Aspetta, aspetta: lo dice uno studio ufficiale, mica l’oroscopo di Paolo Fox (massimo rispetto!). Secondo l’ultima indagine sul costo della vita nelle principali città italiane, basata sui dati dell’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e sfrucugliata ben bene dal Codacons, la nostra amata metropoli si porta a casa l’oro nel classico “quanto mi costa sopravvivere qui”. E non con un margine ridicolo: quasi 600 euro di spesa media complessiva per un paniere di beni e servizi, che è circa il 62% in più di quanto spenderesti a Napoli per la stessa roba.
Ma chi lo usa più il paniere?!
Se ti stai chiedendo cosa diavolo ci sia dentro il misterioso “paniere”, la risposta è: molte delle spese che facciamo davvero tutti i giorni: non solo cibo, ma anche servizi personali e domestici. L’indagine prende in considerazione:
- prodotti alimentari e ortofrutticoli, dalla carne al pane, dall’olio al salmone, cioè tutto quello che lanciamo nel carrello del supermercato;
- servizi come la visita dal dentista (ahia), la messa in piega dal parrucchiere, la tintoria, la lavanderia… persino la toelettatura dei cani. Perché noi milanesi – si sa – siamo in perenne lotta contro le cacche sui marciapiedi, ma siamo meglio disposti se a farle sono stati amabili pelosi profumati!
Tornando a bomba, non è il paniere enorme dell’Istat con migliaia di voci per l’indice dei prezzi al consumo (che poi, ditemelo, chi lo usa più davvero il paniere) ma è abbastanza concreto da farci capire quanto costa fare le stesse cose da Nord a Sud, dal panino al bar al lavaggio dell’auto.
Milano, la (cara) regina della spesa quotidiana
I numeri sono impietosi: Milano richiede 598,95 euro circa per coprire tutto il paniere preso in esame; seguono Aosta con circa 586 euro e Bolzano con circa 574 euro, dove però uno può dire: han dovuto portare tutto in mezzo ai monti…
All’altra estremità, Napoli si ferma a circa 369 euro, fanalino di coda tra le 18 città monitorate; Palermo (408 euro) e Catanzaro (424 euro) seguono il capoluogo partenopeo tra le città più economiche.
Se limitiamo l’analisi alla sola spesa alimentare — cioè rifornire frigo e dispensa — il podio cambia: Catanzaro è la città più conveniente con circa 165 euro per un paniere di 28 prodotti alimentari; Napoli è subito dietro (168 euro) e Bari segue (172 euro); la città più cara per cibo e bevande è Bolzano con circa 220 euro.
Occhio a bere il cappuccio a Bolzano!
Se vuoi spuntini e servizi vari, le sorprese non mancano: un panino al bar può arrivare a costare circa 5,6-5,7 euro a Milano (naturalmente senza contare gli estremi, perché qualche sfacciato in centro lo mette serenamente oltre i 10 euro) contro i 2,7 euro di Ancona; un’otturazione dal dentista va da quasi 176 euro ad Aosta a circa 70 euro a Napoli; e lavare l’auto può costare da 8,5 euro ad Ancona a oltre 21 euro a Bolzano — con quest’ultima città che vanta persino il cappuccino medio più caro al bar: circa 2,3 euro, sarà il latte di malga…
E se speravi nel sollievo di un parrucchiere economico, Napoli ti accoglie con prezzi contenuti, mentre per il cinema conviene andare a Bari, dove un biglietto costa meno rispetto alla parsimoniosa Genova. E il mare ce l’hanno entrambe, eh?!
Oh, buon anno eh!









