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Licenziata perché stava in spiaggia invece di assistere la madre malata, viene reintegrata: stava solo «recuperando le energie»

La sentenza del Tribunale civile che ne ha ordinato la reintegra della donna sul luogo di lavoro e con 12 mensilità di indennizzo.
3 Febbraio 2026

Esistono storie che non esistono, direbbe Maccio. Una signora, operaia di Forlì, era stata licenziata perché beccata dagli investigatori privati della sua azienda mentre si rilassava in spiaggia, invece di assistere la madre malata. Una brutta storia terminata nei giorni scorsi con la sentenza del Tribunale civile che ne ha ordinato la reintegra della donna sul luogo di lavoro e con 12 mensilità di indennizzo, circa 31 mila euro. Perché sì, non tutto è come sembra da una prima occhiata.

La storia, nel dettaglio

La donna, 40 anni, era stata licenziata nell’ottobre del 2023 dall’azienda per cui lavorava da anni con un contratto di carrellista a tempo indeterminato. Questo perché la dipendente, nell’estate del 2023, aveva ottenuto dalla società un periodo di congedo straordinario per poter assistere la madre disabile e convivente (cosa ovviamente prevista dalla legge) che si era aggravata  per patologia. L’azienda però non si fidava, evidentemente, e ha inviato degli investigatori a spiare la donna, beccata poi in uno stabilimento balneare di Cesenatico per alcune ore in diversi giorni.

Apriti cielo: contestazione disciplinare e poi licenziamento. L’operaia ha deciso di opporsi, ritenendo il licenziamento assolutamente ingiusto ed eccessivo. E come è finita, alla fine? Che la giudice Agnese Cicchetti del Tribunale civile di Forlì ha accolto il ricorso delle avvocatesse dell’operaia, stabilendo che la donna ha solo «recuperato un po’ di energie» in quelle ore nelle quali è andata al mare, lasciando il fratello a casa a badare alla madre. Cioè gli investigatori l’hanno fotografata in un momento di riposo dal suo ruolo di caregiver, e ne hanno approfittato. Ma potrà ‘sta ragazza staccare un attimo considerando che per tutto il resto del tempo era sempre a disposizione della madre per accudirla in ogni suo bisogno=

Nel processo, infatti, è venuto fuori che la 40enne si è riposata al mare giusto un paio d’ore in tre diversi giorni, nei quali la donna aveva raggiunto il suo compagno non convivente al mare per «tirare un po’ il fiato». Eddai! Anche le testimonianze del fratello e della sorella, così come quelle dei vicini, hanno confermato la sua assoluta dedizione alla madre. «Mia sorella assiste mia mamma in tutte le cure necessarie, ha la demenza senile. Si dà il cambio con mio fratello», ha detto in aula la sorella. «Non abbiamo una badante perché mia sorella e mio fratello si alternano».

«Oltre a ciò, proprio la relazione dell’agenzia investigativa dà conto del fatto che nel tempo in cui la figlia si trovava presso l’abitazione o comunque con la madre, svolgeva attività di assistenza alla madre direttamente percepibili dall’esterno dell’abitazione», si legge nella sentenza. L’azienda, per il suo animo malfidente, è stata condannata anche a circa 6 mila euro di spese legali. Giusto.

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