Se stamattina avete cercato Corona online e vi è uscito il nulla cosmico, tranquilli: tutto regolare. I profili social di Fabrizio Corona e di Falsissimo sono stati chiusi e i video gratuiti su YouTube sono stati rimossi. E la rete, ovviamente, è partita in modalità: “Raga ma è vero?”, “Non lo trovo”, “È finita”. Ma che sta succedendo? Andiamo con ordine.
Come mai Falsissimo è stato chiuso
I profili social di Fabrizio Corona sono stati chiusi da Meta. Stop sia all’account personale sia a quello del suo format online, Falsissimo. La decisione arriva dopo una diffida formale presentata dai legali di Alfonso Signorini, che hanno chiesto la rimozione e il blocco di ulteriori contenuti ritenuti diffamatori nei suoi confronti.
La vicenda ruota attorno alle ultime puntate di Falsissimo, il format video con cui l’ex re dei paparazzi stava tornando a spingere forte su nomi noti e retroscena pesanti. Nell’episodio andato online ieri, lunedì, Corona aveva annunciato la ripubblicazione di una puntata precedente — già rimossa su richiesta di Mediaset per violazione di copyright — promettendo una nuova versione con contenuti aggiuntivi e “clamorosi”. Nel giro di poco, però, è arrivata la risposta delle piattaforme: profili oscurati.

Non solo Instagram. Anche sul fronte video la situazione è cambiata: su YouTube al momento risultano visibili soltanto i contenuti riservati agli abbonati. Il resto è stato rimosso o limitato, sempre a seguito delle segnalazioni e delle azioni legali in corso.
Sul piano giudiziario, la questione si sta allargando. Dopo la denuncia presentata da Signorini, i pm stanno valutando diverse ipotesi di reato. Sul tavolo non c’è soltanto la diffamazione, ma anche la possibile ricettazione di materiale, all’interno del fascicolo che coinvolge sia Corona sia i responsabili della piattaforma video che ospitava il format.
Secondo i legali del conduttore tv, i social non possono essere usati come zona franca dove tutto è concesso. La linea è che non si tratti di censura, ma di tutela. Quando — sostengono — il confine tra informazione, intrattenimento e attacco personale viene superato, l’intervento della piattaforma diventa un passaggio obbligato.
Dall’altra parte, la difesa di Corona aveva annunciato battaglia pubblica e legale, ma per ora il risultato concreto è che la sua presenza social è stata spenta. La storia – ne siamo certi – non finisce qui, perché i legali hanno già fatto sapere che monitoreranno eventuali tentativi di ripubblicazione dei materiali rimossi, con la possibilità di nuove azioni civili e penali. Partita ancora apertissima.









