Al Villaggio Olimpico di Milano Cortina le scorte di preservativi sono andate sold out in tempo record: circa 15mila pezzi terminati in tre giorni su una prima fornitura pensata per 2.800 atleti. Un ritmo molto più alto delle previsioni. Hai capito gli atleti??? La conferma è arrivata anche dal portavoce del CIO, Mark Adams: nuove forniture sono già in arrivo perché la domanda ha superato le stime iniziali.
Vogliamo lasciare gli sportivi senza protezione? Sia mai.
Vai coi numeri
I numeri fanno subito notizia: 1.500 uomini e 1.300 donne presenti nel campus, con una media teorica di diversi pezzi al giorno a testa. Ma ridurre tutto al solito mito del “Villaggio Olimpico festa continua” è troppo facile. Chi è dentro racconta una realtà più normale: allenamenti, gare, recupero, stress e pochissimo tempo libero. Evidentemente, però, in quel poco di tempo libero che avanza, ci si diverte eccome. E ci si tiene in allenamento.
La distribuzione gratuita di preservativi alle Olimpiadi di Milano Cortina non è una novità né una stravaganza dell’edizione italiana. È una prassi attiva dalla fine degli anni ’80, nata come misura di prevenzione sanitaria e portata avanti in tutte le edizioni successive, estive e invernali. Ci sta.
Per Milano Cortina la prima dotazione era di circa 18mila pezzi totali: esauriti quelli maschili (15mila), mentre risultano ancora disponibili parte dei 3mila femminili. La Fondazione organizzatrice ha già ordinato un ulteriore lotto da 5mila unità. Ufficialmente: “domanda superiore alle attese”. Ufficiosamente: se le stanno godendo parecchio, queste olimpiadi.
Il video social
A parlare della situa è stata anche la pattinatrice Olivia Smart, portabandiera della Spagna alla cerimonia inaugurale. In una storia pubblicata sui social, l’atleta ha mostrato preservativi e assorbenti “brandizzati” con il logo dei Giochi e della Regione Lombardia. “Per tutti quelli che si domandano qualcosa sui profilattici olimpici: li ho trovati. C’è tutto, hanno tutto: c’è tutto quello di cui hai bisogno nel Villaggio Olimpico”.
Il video è stato rilanciato anche dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, fierissimo della scelta come parte integrante dell’assistenza sanitaria garantita durante l’evento. “È una prassi olimpica consolidata e un tema che non deve creare imbarazzo”, ha dichiarato.
E non te lo fai il business?
Come succede con gadget, spille e kit ufficiali, c’è chi ha deciso di trasformare anche questi in memorabilia. Online sono già comparse inserzioni di preservativi del Villaggio Olimpico in vendita su piattaforme di second hand a oltre 100 euro a confezione. Sì, davvero. Scatolina brandizzata, loghi ufficiali e confezione intatta: per qualcuno è già oggetto da collezione. Non è la prima volta che capita: a ogni edizione c’è chi li mette in valigia come souvenir e chi prova a monetizzare. Marketing involontario, diciamo così.
Guardando allo storico delle forniture, i numeri cambiano molto in base a dimensioni e stagione dei Giochi. A Rio 2016 erano stati distribuiti circa 450mila preservativi. Nelle edizioni invernali le quantità sono sempre più basse: intorno ai 100mila tra Sochi e Vancouver, con un leggero aumento a Pyeongchang. Si sa, sole mare e caldo stimolano di più la libido, freddo e neve un po’ meno.
Milano Cortina si colloca quindi su numeri più contenuti, ma comunque il divertimento non manca.









