Ci sono certi amori che fanno giri immensi e poi ritornano. E non parliamo del solito malessere che chiede di riprovarci. Ma del curling! Esatto le bocce sul ghiaccio, come dice qualcuno. Ogni 4 anni si accendono le luci sulle Olimpiadi invernali e per un paio di settimane sembriamo presi da una follia collettiva che ci unisce tutti. Solo nell’ultima settimana Google trend mondo ha segnato un’impennata di interesse con un +4.150% per il solo aggiornamento classifica delle gare.
E per Milano Cortina 2026 sicuro noi italiani abbiamo guardato spesso la classifica. Il Team azzurro ha infatti già conquistato una medaglia di bronzo nel misto, con la coppia Stefania Costantini e Amos Mosaner che sono tornati a farci sognare. Perché sono proprio loro che in Italia hanno reso il curling un fenomeno. Ma stiamo calmi e andiamo con ordine.

Cos’è il curling
Il curling entra in modo stabile tra le discipline dei giochi invernali a Nagano 1998, onesti però, fino a Vancouver 2010 i ricordi sono un po’ sbiaditi. Quell’anno complici i social e quella meravigliosa immaturità che ti prende quando scopri qualcosa di nuovo, il curling diventa di colpo popolare. Se ve lo siete perso guardate il video dei giocatori del Southampton che fanno il curling umano negli spogliatoi. Da spezzarsi dal ridere. Nel 2018 tra le discipline viene inserito anche il doppio misto, cosa che ci interessa particolarmente perché ci porta ai nostri eroi di Pechino 2022.
Proprio in quell’edizione Costantini-Mosaner fanno impazzire noi italiani andando a vincere la medaglia d’oro. Restiamo tutti in fissa per la classe, la precisione e lo sguardo di Stefania e la concertazione, il sangue freddo e le strategie di Amos. This is love, come cantava Cenerentola. Per settimane facciamo il tifo come se ne andasse della nostra personale felicità. Fino a quell’oro incredibile. Ci capivamo qualcosa? Una cippa, ovvio. Ma come abbiamo urlato “DAI DAI DAI” ci si sentiva fino in Cina. Quando però le Olimpiadi sono finite il curling pian piano è stato messo nel cassetto dei ricordi. Tipo le cotte in settimana bianca o le foto delle vacanze quando ancora esisteva la pellicola.
E oggi? Siamo tornati carichi a pallettoni. Su ogni piattaforma nei primi giorni delle Olimpiadi abbiamo rivissuto quanto successo 4 anni fa. Tutti pazzi per il curling con video, imitazioni, dichiarazioni d’amore e proposte di matrimonio per Stefania. Eh già questa volta è una cosa seria. E la nostra coppia di ghiaccio preferita ha preso un’altra medaglia insieme. Ma il curling oltre a Stefania e Amos ha bisogno di crescere. Assurdo pensare che in Italia esista da quasi 100 anni. Tutto è partito con i laghi ghiacciati di montagna a fare da primi campi di allenamento e i turisti inglesi a insegnare le regole di base. Insomma, stone e birretta non è male come combinata.
La situa in Italia
Al momento però i numeri italiani sono piccoli con 404 tesserati totali: 103 donne e 301 uomini. Nel settore giovanile ci sono oltre cento atleti. Mentre i senior e gli Over 50 sono oltre 250, più 27 non agonisti. Ma qualcosa si muove con l’Italia che ha registrato un boom di iscrizioni al Mondiale Over50 2026, con più di 50 squadre partecipanti. E visto che mi sono chiesta come il curling riesca ad essere uno sport per over 50 visto che al solo pensiero di come si piega Stefania sul ghiaccio mi scricchiola una rotula, ho pensato di provare. Ma surprise! I corsi disponibili di avviamento al curling del Curling Club Milano e quelli al Jass Curling Club sono entrambi già esauriti. Il palazzetto a Sesto S. Giovanni sembra richiestissimo e i due club si alternano nel dare lezione. Forse ci vorrebbe un secondo palazzetto? Chiedo per un’amica che vuole provare. Nel caso c’è sempre l’opzione Courma che nel piano seminterrato del “Courmayeur Sport Center” ospita la pista di pattinaggio e la pista di curling. Tra un triplo axel, un draw e un bombardino il week fuori porta è già fatto. Oh poi se proprio un posto non si trova si passa la cera in corridoio e si tirano fuori le pentole a pressione.









