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Milano dice addio allo storico Coin di corso Vercelli: chiude uno dei grandi magazzini simbolo della City

La notizia, ovviamente, non riguarda solo lo shopping: 28 dipendenti rischiano il posto di lavoro
20 Febbraio 2026

Un altro pezzo di Milano che abbassa la serranda. Dopo anni di saldi, cambi vetrina e pomeriggi passati a “dare solo un’occhiata” (seee) lo storico Coin Excelsior di corso Vercelli si prepara ufficialmente a chiudere. La data segnata sul calendario è il 31 luglio 2026. The end.

La conferma è arrivata dopo l’ultimo incontro tra azienda e sindacati — Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs — che stanno seguendo da vicino la situa di un gruppo sempre più in difficoltà. E la notizia, inutile girarci intorno, non riguarda solo lo shopping: 28 dipendenti rischiano il posto di lavoro.

La crisi del gruppo Coin

Dietro la chiusura c’è una crisi parecchio complicata.

Nonostante l’aumento di capitale avvenuto nel settembre 2025, il bilancio dell’ultimo anno ha registrato risultati peggiori rispetto al precedente: meno vendite, meno ingressi nei negozi e nuovi concept commerciali che non sono riusciti a invertire la rotta.

Il gruppo avrebbe accumulato una perdita operativa di circa 35 milioni di euro, continuando a bruciare risorse mentre il modello dei grandi magazzini tradizionali fatica sempre di più a reggere tra e-commerce, fast fashion e nuove abitudini di consumo.

Quello di corso Vercelli non è un caso isolato. Il piano di ridimensionamento coinvolge infatti altri punti vendita storici:

  • Roma – Cola di Rienzo, chiusura prevista il 4 aprile 2026
  • Milano – Corso Vercelli, chiusura il 31 luglio 2026
  • Verona, stessa data di Milano

Secondo i sindacati, queste decisioni rischiano di trasformarsi in una vera e propria ritirata progressiva del marchio, più che in un percorso di rilancio. Nel frattempo l’azienda starebbe valutando ammortizzatori sociali e strumenti di flessibilità anche per altri negozi italiani, tra cui Mestre, Firenze e alcune sedi romane.

Corso Vercelli perde un pezzo di identità commerciale

Per chi vive Milano — soprattutto zona ovest — il Coin di corso Vercelli non era solo un negozio. Era uno di quei posti sempre lì: affidabile, centrale, perfetto per il regalo dell’ultimo minuto, la camicia pre-riunione o il giro shopping del sabato pomeriggio quando non avevi voglia di affrontare il centro.

Negli anni la via è cambiata, tra nuovi brand internazionali e retail sempre più veloce, ma quel grande magazzino rappresentava ancora un’idea di shopping “alla milanese”: ordinato, trasversale, senza fronzoli. E ora sparisce anche lui.

E adesso cosa succede?

La domanda che tutti si fanno è inevitabile: cosa arriverà al posto del Coin?

Al momento non ci sono comunicazioni ufficiali sulla futura destinazione dello spazio. Considerata la posizione — una delle arterie commerciali più forti della città — è difficile immaginare che resti vuoto a lungo. Possibili nuovi flagship store, catene internazionali o progetti mixed retail sono già tra le ipotesi che circolano.

Ma al di là di cosa aprirà dopo, il punto resta un altro: Milano continua a cambiare pelle anche nel commercio storico, e i grandi magazzini che per decenni hanno definito lo shopping urbano stanno lentamente scomparendo.

Il vero nodo: i lavoratori

Nel frattempo, la priorità resta la tutela dei dipendenti. I sindacati hanno chiesto con urgenza l’apertura di un tavolo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, chiedendo trasparenza sul piano industriale e garanzie occupazionali.

Perché mentre la città discute di nuovi store e riqualificazioni, ci sono lavoratrici e lavoratori — molti con oltre vent’anni di anzianità — che rischiano di pagare il prezzo più alto della crisi.

Milano perde quindi un altro indirizzo storico dello shopping cittadino. E fa un certo effetto pensare che presto, passando in corso Vercelli, non ci sarà più quel Coin dove “entravi cinque minuti” e uscivi mezz’ora dopo con qualcosa che non avevi minimamente previsto di comprare.

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