C’è una domanda che non vi fa dormire: con tutte le cose che abbiamo da fare, dove lo troviamo il tempo per esplorare tutte le nuove aperture a Milano? Eh, è un nostro segreto che continuiamo a custodire gelosamente. Ma tanto a voi cosa serve? Vi basta leggere la nostra rassegna di nuovi ristoranti a Milano e dedicare tutto il tempo ai vostri sbatti. Poi, quando non ne potete più, ne scegliete uno a caso, che tanto cadete sempre in piedi. Dai, dai, dai: segnare in agenda, su.
Giò Gio’s
Dove: Via Caminadella, 7
Sapori mediterranei a Milano in una dimensione elegante, dove ogni dettaglio celebra arte e design. Il gusto estetico non accompagna il piatto, ma ne è la naturale continuazione da Giò Gio’s, tra le nuove aperture a Milano, che in ogni portata ci ricorda come anche l’occhio vuole la sua parte. Ma attenzione anche alle materie prime di qualità, perché per fare il polletto con limone e timo non basta un polletto, un limone e del timo. E per fare una cernia con cime di rapa non basta una cernia con delle cime di rapa. Servono ingredienti di prima scelta. E qua, modestamente, la scelta è quella giusta.
Trattoria Da Panciroli
Dove: Via Gaudenzio Ferrari, 1
La cucina italiana tradizionale mette sempre in soggezione. Casereccia, ma anche gourmet; tradizionale, ma anche innovativa. Affrontarla è un segno di coraggio, e quindi plauso a Trattoria Da Panciroli, che sbatte sul menù piatti genuinamente nostrani come la culaccia, le cervella fritte, il bollito e la trippa. Siete fra i sostenitori della cucina della nonna? Bene, questo mangiava la nonna.

Curtigghiu
Dove: Viale Pasubio, 3
Carta e penna per chi sa il siciliano come l’inglese: “Curtigghiu”, nello slang della Trinacria, significa “cortile”. Già presente nell’isola, a Catania e a Palermo, il brand ha giustamente deciso di aprire in zona seguendo il detto: “if it exists, it’s in Milan”, per alleggerirci gli sbatti con piatti siciliani a Milano come carbonara con fiori di zucca, busiate con ragù di tonno, rolls di cavallo, montanarine fritte e parmigiana. Perché il burnout, con la pancia piena, è sempre meglio del burnout a digiuno.
Geronimo Bar
Dove: Via della Spiga, 30
Location super top nella galleria del brand Jacques Marie Mage: Geronimo Bar si mette in evidenza proprio per la sua riservatezza. È situato all’interno dell’esposizione, fra occhiali rigorosamente limited edition e atmosfere ispirate ai nativi americani. Una galleria d’arte del non mostrare, dove sorseggiare cocktail a Milano centro, champagne e distillati, magari resi più digeribili da una puntina di caviale. Livelli altissimi. Spiiiga!
Inno
Dove: Via Giuseppe Mazzini, 2
Restiamo in zona, per non camminare troppo che, lo sappiamo, fa male. Mettiamo invece al sicuro le gambe sotto al tavolino, stavolta in una location più internazionale che internazionale non si può: tappa obbligata per chi viene in city e, restando affascinato, decide di comprarci una casa che poteva essere la nostra. Inno propone cucina internazionale a Milano, con piatti che si abbinano a tutti i passaporti, spaziando dal Messico al Giappone. Tempura, tartare, ceviche, preparazioni a crudo e cucina mediterranea, tanto per ricordare che non abbiamo paura di nessuno.
Due Forni
Dove: Viale Montenero, 23
C’è una questione su cui la penisola si divide da millenni. Da prima di Guelfi e Ghibellini. Da prima di mare o montagna. Da prima di nord o sud. Ed è: pizza spessa o sottile. La soluzione ce l’avevamo sotto il naso, eppure non l’abbiamo mai vista. Due Forni ce l’ha fatta e, giustamente, se ne è intestata la paternità nel nome. Due pizze, due forni: uno per la pizza napoletana a Milano, più alta, soffice e alveolata; uno per la pizza romana croccante, bassa e croccante. Ora basta litigare: tutti a tavola. Le grandi dispute si risolvono sempre lì.
JB Burger
Dove: Via Eugenio Curiel, 25 – Rozzano (MI), Centro Commerciale Fiordaliso
Ormai la smash burger a Milano ha attraversato l’oceano ed è sbarcata sulla penisola, ma non dà l’idea di essere qui per fare la turista: è qui per restare. Fondamentale allora provare il panino di uno dei grandi ambassador della cucina USA in Italy, Joe Bastianich, che con il suo JB Burger promette autenticità e schiettezza. Dopo il punto vendita in viale Bligny, ora raddoppia con la nuova apertura al Fiordaliso di Rozzano. La crosticina è quella giusta? La farcitura sa il fatto suo? Il pane regge? Tutte questioni a cui, una volta tanto, saremo noi a dare un giudizio e non lui.
Sasà Martucci
Dove: Via Roncaglia, 12
Sasà Martucci appartiene alla prestigiosa schiera degli artigiani della pizza a Milano, nati con il talento dell’impasto e della spianatura. Quando porti un bagaglio di esperienza così, le aspettative sono più che alte, ma questa sua prima insegna a Milano, ne siamo certi, non ci deluderà. Da Sasà Martucci il menù è quello tipico campano, dove gli antipasti non si limitano ad accompagnare la pizza, ma la sublimano. Troviamo arancini, frittatine di vario tipo, crocchè da urlo, prima di celebrare l’arrivo di una delle innumerevoli pizze con ingredienti fantasiosi e di classe, ma mai fuori dal buon gusto. E dai nomi altrettanto fantasiosi, come Milano Why Not?, Apocalypse Baccalà e Mangiafoglia Green. Per finire, un babà contemporaneo da antologia.
Amunì_milano
Dove: Via Solari, 7
Si definisce “tradizione contemporanea”, ma come fa la tradizione ad essere contemporanea? Perché una appartiene al passato, un’altra fa parte del presente, due dimensioni che scorrono lungo l’asse del tempo come dei binari che non si incontrano mai. Inoltre, siccome il tempo scorre senza soluzione di continuità, in quale momento la tradizione smette di essere tradizione e diventa contemporanea? Qui e ora? Un’ora fa? All’alba di oggi? Ieri? L’altro ieri? Ecco, questo è il tenore delle conversazioni che potreste fare da Amunì, ma purtroppo non succederà, perché di fronte a quello spettacolo di antipasti local, pizze con ingredienti freschissimi come seppia o carpaccio di Angus, e piatti nostrani non avrete nemmeno un secondo per aprire bocca, estasiati dal gusto ricco di quel menù.
Fou
Dove: Viale Montenero, 48
Una bakery contemporanea operativa tutto il daytime, dal coffee mattutino all’ape rigenerante. Alla base di tutte le proposte bakery e pasticceria c’è sempre la tecnica, ma per concretizzarsi deve unirsi alla passione dei due owner, che hanno trovato nella Fou – follia – la sintesi perfetta di queste due anime. Dalla viennoiserie alle monoporzioni, dalla pasticceria veg alle proposte salate, ogni ricetta esce dal comune, come il Croissant Avocado Fou o il Croque Madame Modo Fou, tutti preparati con un tocco di personalità. Da infilare immediatamente nella to do list il “provare questo posto”, magari dopo una sessione di pilates per fare quelli che la sanno davvero lunga.
Autore: Francesco Cellini









