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Tutti a farsi video mentre girano sulle palle del toro in Galleria: ora gli serve un restauro

È partito ufficialmente il restauro del mosaico del Toro in Galleria Vittorio Emanuele, uno degli angoli più fotografati e calpestati di Milano.
28 Maggio 2026

A Milano ci sono riti che resistono a tutto e uno di questi è la famosissima giravolta sul Toro in Galleria Vittorio Emanuele II, il gesto scaramantico che chiunque sia passato almeno una volta in centro ha fatto, o quantomeno visto fare. Non giudichiamo, l’abbiamo fatto anche noi. Forse.

Peccato però che migliaia di talloni al giorno, a lungo andare, lascino il segno. Soprattutto negli ultimi anni, con i social, che “richiedono” testimonianza video del passaggio sull’infelice animale. E così, giù tutti a riprendersi mentre girano e girano e girano finché il video non è più che fantastico. Niente di strano, allora, che il mosaico del Toro rampante si sia letteralmente consumato nel punto più “stressato” dell’opera: quello dei testicoli, ovviamente. Risultato? Un piccolo cratere diventato ormai iconico quasi quanto il rito stesso.

È quindi partito ufficialmente il restauro del mosaico del Toro in Galleria Vittorio Emanuele, uno degli angoli più fotografati e calpestati di Milano.

Che è successo al povero Toro in Galleria

Chiunque frequenti il centro lo sa: la scena è sempre la stessa. Turisti in coda, telefono pronto per il video, piede appoggiato sul Toro e giravolta rigorosamente sul tallone per attirare fortuna e garantirsi il ritorno a Milano.

Una tradizione antichissima che, secondo il Comune, era già diffusa tra i milanesi nell’Ottocento.

Gli assessori Emmanuel Conte e Marco Granelli hanno spiegato così l’intervento:

“Migliaia di persone al giorno, nel corso dei due ultimi mandati, hanno compiuto il famoso gesto della giravolta sul tallone. Il punto portafortuna della Galleria si è consumato nel tempo. L’ultimo restauro è stato nel 2017. È arrivato quindi il momento di restituire al mosaico della Galleria il suo aspetto originale, grazie a un intervento artigianale. La Galleria è un patrimonio vivo, che può consumarsi proprio perché amato e vissuto: ce ne prendiamo cura perché continui a esserlo”.

Insomma: il Toro soffre, ma soffre per amore del popolo.

Come funziona il restauro del Toro in Galleria

Da lunedì erano già iniziate le attività preparatorie, con la realizzazione manuale delle nuove tessere che sostituiranno quelle ormai consumate.

Oggi invece arriva il cantiere vero e proprio nell’Ottagono della Galleria Vittorio Emanuele. Il mosaico sarà circondato da una piccola area di lavoro e un restauratore specializzato interverrà direttamente sotto gli occhi dei passanti, che probabilmente continueranno comunque a fare foto e video come se niente fosse.

I lavori dureranno fino a sabato mattina e prevedono diverse fasi:

  • rimozione delle parti rovinate;
  • consolidamento della superficie;
  • posa delle nuove tessere;
  • stuccatura e levigatura finale.

Un lavoro completamente artigianale, pensato per riportare il mosaico al suo aspetto originale senza alterarne la struttura storica.

La storia del Toro della Galleria Vittorio Emanuele

Il Toro rappresenta lo stemma di Torino, che ai tempi della costruzione della Galleria Vittorio Emanuele II era la capitale d’Italia. L’animale è raffigurato su fondo azzurro e fa parte dei mosaici dedicati alle grandi città italiane presenti nell’Ottagono centrale della Galleria.

C’è anche un dettaglio storico che in pochi ricordano: fu proprio Vittorio Emanuele II a posare la prima pietra della Galleria nel 1865.

Da allora il Toro è diventato molto più di un semplice mosaico decorativo. È praticamente una tappa obbligata per chi passa da Milano. Un mix perfetto tra superstizione, turismo, tradizione e contenuti social da pubblicare con la caption: “Milano, portami fortuna”. Anche meno però.

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