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Quanto ci mancano i cinesi con le macchine fotografiche in Piazza Duomo, o i tedeschi con sandali e calze a passeggio sui Navigli? Dai, un po' sì. Almeno portavano la grana da far girare. La città si sta ripopolando di Imbruttiti, vero, ma di turisti se ne vedono pochi. Pochissimi. Quasi niente. Che per Milano, abituata a valangate di stranieri e Giargiana, non va affatto bene. L'allarme è stato lanciato dai membri di Atr Milano, l’associazione degli albergatori milanesi in seno a Confesercenti.

Attraverso un comunicato gli imprenditori hanno fatto sapere che "Gli attuali flussi dei turisti stranieri portano a Milano pernottamenti di massimo una notte". Toccata e fuga, giusto per una tappa veloce, un pit stop di lavoro o di riposo, prima di proseguire il soggiorno "Verso altre destinazioni, fuori regione". Ma come? L’associazione fa notare che nella City "Non sta avvenendo alcun ritorno dei turisti e nemmeno degli eventi che al massimo potranno avere luogo a settembre pur potendo ricominciare dal 1° luglio". Bad news.

Che succede? Forse non c'è abbastanza fiducia nelle misure di sicurezza messe in atto in città? Eventi poco interessanti? What's the matter? "È assolutamente utile far sapere che la Lombardia è una destinazione sicura - ha commentato il presidente di Atr, Rocco Salamone in occasione dell’apertura della stagione turistica lombarda, avvenuta nel corso di un evento all’hotel Tremezzo, sul lago di Como - ma è necessario ribadirlo non solo per i turisti stranieri di prossimità, ma anche per il mondo degli eventi e del turismo business che ruota attorno a Milano, che oggi soffre oltre modo una ripartenza che non la riguarda. Probabilmente i turisti svizzeri e tedeschi non hanno bisogno di ricevere il via libera con un evento pubblico per passare il weekend sulle sponde lombarde, sarebbe ben più importante farlo sapere alle aziende organizzatrici di congressi e fiere per evitare che gli eventi più rilevanti decidano di migrare in location con meno restrizioni".

Il turismo di prossimità, quello praticato da chi vive vicino alla destinazione vacanziera, non è certo abbastanza. "Con il turismo di prossimità non si salva la stagione turistica, men che meno nelle grandi città - ha confermato Salamone - quello a cui assistiamo oggi è sicuramente un aumento degli arrivi internazionali, dato che molti più voli atterrano a Milano, ma i pernottamenti ci raccontano un’altra storia: sempre più spesso i pochi turisti internazionali passano una notte a Milano e provincia per riposarsi dal lungo viaggio per poi proseguire verso altre destinazioni, fuori dalla Lombardia. Si parla tanto di fare sistema ma si è persa l’opportunità di far dialogare Milano col resto del territorio, promuovendo magari dei pacchetti comprensivi di pernottamento in città e scoperta dell’hinterland".

E quindi che si fa? Urge un piano di promozione all'estero per salvare l'estate dell'industria ricettiva milanese. "In questi giorni vediamo campagne di rilancio come Prossima Fermata Roma e Regalati Firenze che promuovono giustamente gli arrivi in due destinazioni che come Milano hanno bisogno di ritrovare gli afflussi di visitatori stranieri e da tutta Italia - ha continuato ancora Salamone - Milano non si è mossa in questa direzione: abbiamo apprezzato il lavoro per il salvataggio del Salone del Mobile a settembre ma gli albergatori purtroppo faranno fatica in questi tre mesi estivi senza eventi di richiamo". Mayor, questa è per te. 
 

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