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espressocaffe

Attenzione Imbruttiti, abbiamo sempre pensato che bere due, tre o addirittura quattro caffé al giorno fosse un buon modo per essere sempre vigili, sul pezzo e operativi (e anche un po' nevrotici, figa). E invece pare che less is more, ma a un orario ben preciso. Non serve a una sega bere venti caffettini la mattina, serve prenderne uno mirato e strategico. Volete sapere quando? Eh eh, suspense. Prima di tutto, sappiate che secondo una ricerca condotta da Steven Miller della Geisel School of Medicine, bere il caffè come prima cosa al mattino può essere controproducente perché nel tempo le persone tendono a sviluppare una sorta di resistenza alla caffeina, che quindi a una certa non è più sufficiente per mantenerle vigili e attivi.

Il Miller ha spiegato che il meglio che possiamo fare - per quanto riguarda il caffè - è lasciare che il nostro ritmo circadiano ci svegli in autonomia, producendo e disperdendo naturalmente l'ormone cortisolo, che è quello che ci tiene operativi. La produzione di cortisolo raggiunge il suo apice tra le 8 e le 9: la caffeina - dice il doc - a quest'ora non farà molto per noi, e prenderne una o due tazze sarà solo uno spreco. Altre fasce orarie della giornata in cui il nostro corpo è naturalmente vigile e pompato di sangue sono tra le 12 e le 13 e tra le 17:30 e le 18:30. E quindi, direte voi, quando dobbiamo prenderlo sto caffé?

Secondo un recente studio di Office Freedom, i lavoratori sono più produttivi alle 10:22, mentre alle 13:27 precise inizia il crollo. Ecco perché, per evitare di rincoglionirsi post pranzo, il caffé è meglio farselo proprio alle 13.27. Oh, secondo noi pure se si sgarra di qualche minuto non cambia niente, ma vabbé. Il sondaggio, che ha coinvolto circa 2mila lavoratori, ha rivelato che bere coffee è uno dei tre modi che solitamente si usano per ottenere una sferzata di energia al lavoro: fondamentale anche farsi una passeggiata all'aperto e bere una tazza di tè. Figa, e ci voleva uno studio per scoprirlo?

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