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A Riccione due milanesi hanno finto un malore per farsi scarrozzare in centro dall’ambulanza

E intanto pubblicavano la bravata su TikTok. Adesso i due saranno denunciati penalmente e indagati per interruzione di pubblico servizio e procurato allarme.

Raga, chiariamo un punto: essere paraculi va anche bene, ma fino ad un certo punto. Gira su Tik Tok questo video in cui due tipi di vent’anni (di Milano) si trovano a Coriano, sulle colline romagnole dietro Riccione, e non ne hanno proprio lo sbatti di farsela a piedi per trovare un po’ di vita o di cercare un passaggio normale. Fa un gran caldo, come due corvi si sono anche vestiti di nero e niente, hanno l’ideona: chiamare il 118. Uno dei due spiega che l’amico non si sveglia e il signore al centralino comincia con le domande: avete bevuto? no… avete assunto sostanze? no… Tutto documentato in ben 7 minuti di clip.

@kokkodr1llo

IG:ssi.kerim#viral #neiperte #riccione#ambulance #maranza #viralvideo#campagna

♬ suono originale – SSIKERIM

A sentirli, sul momento, viene anche un po’ da ridere, perché hanno vent’anni e a vent’anni di cazzate ne abbiamo combinate tutti. Solo che qua a Coriano, a due passi, c’è San Patrignano e, quando uno chiama l’ambulanza e dice che un amico non si sveglia, al 118 si drizzano le antenne, perché ne hanno presi su parecchi fatti come dei tamburi per la strada e per i campi. E poi, poco più in là, c’è la Riviera, dove c’è sempre qualche pirla che si tuffa in acqua con ancora il fritto misto sullo stomaco, o qualcun altro che pensa di essere una lucertola e poi lo ritrovano sul lettino a boccheggiare per un colpo di calore. Insomma, se sei al 118 in una domenica d’estate in Romagna e devi mandare fuori un’ambulanza sai già che devi far aspettare qualcun altro. Figurati se scopri che hai mandato l’ambulanza a prendere due che si credono geni e invece…

E così l’ambulanza arriva, li carica e li porta all’ospedale di Rimini. In pochi minuti i due nipoti di Houdinì si fanno di nebbia, mentre sono già partite le procedure di accettazione. Non si ricordavano di aver usato lo smartphone per chiamare e a rintracciarli, la pula, ci ha messo un momento. Adesso, i due saranno denunciati penalmente e indagati per interruzione di pubblico servizio e procurato allarme. Peccato che non venga punito anche con il procurato ritiro a vita dello smartphone. Comprensibilmente scoglionata l’Ausl Romagna, che in una nota ha scritto che “questi sono fenomeni vergognosi e in nessun modo giustificabili, che devono ancora di più far riflettere sulla necessità di difendere il valore del servizio sanitario pubblico e sulla diffusione di una cultura “civica” che ne consenta il più appropriato utilizzo”.

Oh, invece, ma che storia quella del 118 che ti manda un sms e tu clicchi su un link, che collega la tua telecamera del cellulare, così se hai VERAMENTE bisogno di aiuto cominciano a dirti cosa fare già mentre sei al telefono. La verità è che con gli smartphone si fanno delle figate pazzesche. Fino a quando non finiscono in mano a dei babbi.

Autore: Daniela Faggion

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