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Vuoi invecchiare bene? Ecco quante ore a notte devi dormire, parola degli esperti

Dormire troppo poco fa male. Dormire troppo fa male lo stesso. Un nuovo studio pubblicato su Nature ha individuato la fascia di sonno associata a un invecchiamento più lento e a un migliore funzionamento di cervello, cuore e sistema immunitario. E no, recuperare tutto nel weekend non vale.

Diciamoci la verità: esistono due categorie di persone.

Quelli che alle 22:15 sono già sotto le coperte e alle 6 del mattino sembrano pronti a fatturare come se non ci fosse un domani.

E quelli che alle 00:47 stanno ancora guardando il settimo reel consecutivo promettendosi: “Questo è l’ultimo e poi dormo.”

Spoiler: non è mai l’ultimo.

La cattiva notizia è che, secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista Medicina Nature, né dormire troppo poco né dormire troppo sembrano essere strategie particolarmente brillanti se l’obiettivo è invecchiare bene.

Gli esperti hanno infatti individuato una fascia di sonno considerata ideale per mantenere il corpo in salute più a lungo: tra 6,4 e 7,8 ore per notte.  

La cattiva notizia per tutti gli estremisti

Per anni ci siamo raccontati due storie. La prima: dormire quattro ore a notte è da persone produttive, ambiziose e sempre sul pezzo.

La seconda: più dormi, meglio stai. Ecco, secondo questa ricerca entrambe le teorie prendono una discreta mazzata.

Analizzando migliaia di persone, gli studiosi hanno osservato che sia chi dorme troppo poco sia chi dorme troppo tende a mostrare segni di invecchiamento biologico più rapido in diversi organi del corpo. Tradotto: il nostro organismo non ama gli estremi. Un po’ come il milanese medio che vuole il sole ma non troppo, la pioggia ma solo di notte e il weekend lungo ma senza mail arretrate il lunedì.  

La fascia “magica”

La parte più interessante dello studio riguarda proprio il numero di ore.

Secondo i ricercatori, la fascia associata ai migliori risultati è compresa tra:

  • 6 ore e 24 minuti
  • 7 ore e 48 minuti

Una precisione che fa sembrare il controllo qualità svizzero una roba approssimativa.

Secondo gli autori della ricerca, chi riesce a mantenere nel tempo questa abitudine tende a mostrare un migliore funzionamento di:

  • cervello
  • cuore
  • sistema immunitario
  • altri organi fondamentali

E soprattutto un invecchiamento biologico più lento rispetto a chi dorme troppo poco o troppo a lungo.  

Però non siamo tutti uguali

Prima che qualcuno inizi a mettere la sveglia alle 7 ore e 12 minuti esatti, c’è un dettaglio importante; gli stessi ricercatori invitano alla prudenza. Perché il corpo umano non funziona come un elettrodomestico con il libretto delle istruzioni.

C’è chi dopo sei ore è operativo come un amministratore delegato il giorno della trimestrale. E chi dopo otto ore sembra ancora reduce da una maratona. Età, genetica, alimentazione, lavoro, stress e stile di vita possono influenzare parecchio il fabbisogno di sonno di ciascuno.

Per questo motivo gli esperti sottolineano che il dato individuato dallo studio rappresenta una linea guida generale e non una regola valida per tutti.

L’idea nata da un problema personale

La storia dietro la ricerca è curiosa. L’autore principale dello studio, Junhao Wen, ha raccontato che tutto è nato da una sua esperienza personale.

Dormiva male. E voleva capire se esistesse un modo concreto per migliorare la qualità del proprio riposo. Da lì è partita una ricerca molto più ampia.

Il team della Columbia University ha sviluppato una sorta di “orologio biologico” capace di misurare la velocità con cui invecchiano diversi organi del corpo umano. L’obiettivo era semplice: capire se il sonno potesse influenzare il ritmo di invecchiamento di cervello, cuore, fegato, reni e altri sistemi dell’organismo.

La risposta, a quanto pare, è stata piuttosto chiara.

Quasi tutti gli organi sembrano soffrire quando il sonno è insufficiente. Ma anche quando è eccessivo.  

Cosa succede quando si dorme male

Chiunque abbia dormito tre ore prima di una riunione importante conosce già una parte della risposta. Dormire poco non significa soltanto sentirsi stanchi il giorno dopo.

Nel lungo periodo possono aumentare:

  • infiammazione
  • pressione arteriosa
  • problemi metabolici
  • difficoltà cognitive

Anche memoria, concentrazione e capacità di gestire lo stress possono peggiorare.

Ma lo studio suggerisce che anche dormire molte più ore del necessario non rappresenti automaticamente un vantaggio. Gli studiosi hanno osservato che pure questa abitudine può essere associata a cambiamenti biologici compatibili con un invecchiamento più rapido.

Insomma, il corpo sembra preferire la regolarità agli eccessi. Un concetto noioso ma tremendamente efficace. 

E le donne?

Dalla ricerca emerge anche un dettaglio interessante: le donne potrebbero avere bisogno di qualche minuto di sonno in più rispetto agli uomini.

Le ragioni non sono ancora completamente chiare. Tra le possibili spiegazioni gli studiosi citano fattori ormonali, fisiologici e sociali. Si tratta comunque di un aspetto che dovrà essere approfondito da ulteriori studi prima di arrivare a conclusioni definitive.  

Morale della favola

No, non serve trasformarsi in un monaco tibetano del sonno. E nemmeno andare a letto con il cronometro.

La lezione più importante dello studio sembra essere un’altra: la regolarità. Andare a dormire e svegliarsi più o meno agli stessi orari ogni giorno aiuta il corpo a funzionare meglio.

Se riuscite a stare tra le sei e le otto ore di sonno e a mantenere una routine abbastanza costante, probabilmente state già facendo un enorme favore al vostro organismo. E no, dormire quindici ore la domenica dopo una settimana passata a letto alle due di notte non funziona come un cashback.

Purtroppo il corpo non accumula ore di riposo da spendere quando gli fa comodo. La buona notizia è che spesso bastano piccoli accorgimenti: cenare un po’ prima, limitare il telefono prima di dormire e smettere di convincersi che guardare “solo un altro video” alle 00:58 sia una buona idea.

Perché a volte, per invecchiare meglio, la soluzione più efficace è anche la più banale.

Andare a letto. Sul serio.  

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