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Oh, ma avete letto? L’iconico Radetzky di Corso Garibaldi chiude: è guerra tra locali e residenti

La colpa: non aver rispettato il divieto di uso dei dehors dopo la mezzanotte e la vendita per asporto dopo le 22. Ma i residenti apprezzano...

Ma che macello sta succedendo in zona Garibaldi? La Questura milanese ha ordinato la chiusura per tre giorni di quattro locali in Corso Garibaldi, tra cui l’iconico Radetzky. La colpa? Non aver ottemperato all’ordinanza che anticipa — rispetto al resto della City — il divieto di uso dei dehors dopo la mezzanotte e la vendita per asporto dopo le 22. Mercoledì era toccato alla gelateria Ice bound, al Cimmino, il Moma e il Garibaldi 111.

La Questura ha tirato fuori l’artiglieria pesante, nello specifico l’articolo 100 del Testo Unico di Pubblica Sicurezza (TULPS), una norma solitamente riservata a contesti di criminalità organizzata o per locali ritenuti abituali punti di ritrovo di soggetti pericolosi. Ergo, il pugno duro per locali che non avrebbero rispettato l’obbligo di chiudere il plateatico entro mezzanotte. Palesemente, i proprietari dei locali sono incaz*ati neri. “A seguito delle disposizioni della Questura, che avevano imposto la chiusura serale anticipata solo ad alcuni locali di Corso Garibaldi, siamo stati costretti a sospendere l’attività”, si legge sui social, “puniti per non aver ottemperato alla assurda ordinanza comunale che ci imponeva la chiusura dei dehor a mezzanotte”. 

Enzo Iannetti, da 37 anni titolare proprio del Radetzky, ha accusato le istituzioni di applicare le regole un po’ ad minchiam. “In questi 200 metri di corso Garibaldi le limitazioni hanno già fatto fallire locali come il Pandenus, il Panbolla e l’Ispanico. Vogliono che noi siamo i prossimi? Il loro è un abuso di potere. Alcuni residenti fanno causa e allora noi dobbiamo scontare queste penalità mentre poco oltre via Marsala o largo La Foppa i concorrenti lavorano senza problemi” ha sbroccato, al Corriere.

Dall’altro lato della barricata, però, ci sono le ragioni dei residenti. “Qui sotto si trovavano mamme e bambini, si sedevano sulle panche di pietra, si viveva bene” spiegano alcuni abitanti della zona, come riportato dal Corriere. “Adesso invece dal tramonto c’è una folla indistinta che non si riesce neanche a tornare a casa, non vengono i taxi, si ha persino paura”. “L’Arpa ha rilevato valori che per un orecchio umano non sono tollerabili d’abitudine e anche gli odori sono inimmaginabili: al Cimmino hanno iniziato a cucinare, così come al Cantiere, ma non hanno le cappe adatte: tutto si sfoga sulla facciata e sale ai nostri balconi.” si sfogano ancora alcuni residenti. “La cosa peggiore sono le tonnellate di rifiuti che riversano nei nostri cortili.”

Insomma raga, ognuno dice la sua. Voi da che parte state?
 

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