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Dalle bagel di New York ai burger veg: 7 nuove aperture a Milano

Tante new entry nella City!
11 Giugno 2026

Dappertutto nella penisola si comincia già a sentire aria di vacanza. Ma Milano è geneticamente diversa: qua si crea, si sperimenta, s’inventa, si apre. Sarà perché al posto delle spiagge bianche c’è il cavalcavia del Ghisallo? Può darsi, ma almeno abbiamo modo di provare tante nuove aperture a Milano e nuovi place to be. Vamos!

New York Bagel

Dove: Via Meravigli, 16

Finalmente sappiamo replicare alla domanda: Milano è come New York? La risposta è racchiusa fra due fette di bagel di New York Bagel. Ogni creazione è l’output di un processo efficiente in tre step da far invidia al miglior WOW: scelta dell’impasto, aggiunta della farcitura, godimento.

I nomi dei panini strizzano l’occhio ai quartieri della Grande Mela: Soho con salmone e cream cheese, Little Italy con tacchino e scorza di limone, West Village con hummus e pomodorini secchi. E organizzano anche l’ApertiBagel: ci si becca lì?

Palp

Dove: Via Cimarosa, 13

Dal Vesuvio con sapore: da Palp non ci sono scuse per restare a bocca asciutta, perché si può mangiare sia la pizza classica con cornicione gonfio, sia la pizza al padellino, alta e cotta nello stampo tondo.

Non siete nel pizza mood? No problem: Napoli non fa digiunare nessuno e nel menù trionfano anche piatti partenopei approved come gli Scugnizzielli, gli Gnocchi alla Sorrentina, gli Spaghetti alla Nerano e la Cotoletta alla Milanese. Trova l’intruso.

Ma Sì

Dove: Via Masolino da Panicale, 2

Il burger vegano avanza inesorabile nella city e apre un presidio in una zona che non tarderà a diventare SouCa (South of Cagnola).

Si tratta di Masì, un corner in una piazzetta dal sapore autentico che sembra fatto apposta per sbracarsi dopo un meeting fiume e consolarsi con un burger ripieno, godurioso e colorato. Il fatto di essere vegano non toglie nulla al piacere del palato, anzi.

L’ambiente è easy che più easy non si può: ci si può sedere sui banconi all’esterno e chiacchierare con lo staff, che fra l’altro è anche gente supersimpa.

Even Gelato

Dove: Via Vigevano, 35

Even Gelato si inserisce in un progetto più ampio che ruota attorno a fitness e cibo healthy. L’idea è quella di creare una gelateria moderna specializzata in sottrazione, con la sfida di non togliere niente al gusto.

Quindi bye bye lattosio, föra di ball glutine e vade retro zuccheri aggiunti, ma guai a chiamarla dieta.

Caterina e Raffaele, i due frontman dell’attività, si fanno già un mazzo così sui social per convincere tutti che fra mangiare e nutrirsi c’è una bella differenza. Quindi dai, basta pensare che per avere un fisico sano sia necessario passare dalla caprese scondita: possiamo anche farcela a colpi di pistacchio e burro d’arachidi. Sarà vero? Ci piace pensare di sì.

Department 184

Dove: Via Varesine 184

Ex capannone convertito a spazio multifunzionale, qui fanno di tutto: mercatini, esposizioni, live music, clubbing e dj set.

Aperto da poco, Department 184 prende spunto dalle atmosfere berlinesi con l’obiettivo di trasformare la periferia da “fuori dal centro” a “centro del fuori”.

Il concept è ambizioso: non solo un’area dedicata agli eventi, che alla fine della fiera ci lasciano solo un grande hangover, ma uno spazio funzionale anche di giorno, pensato per momenti di relax, condivisione e quattro chiacchiere.

La Food Court, che presto si affaccerà su un parco urbano, ospita diverse insegne street coerenti con la filosofia della città da vivere a ogni ora.

Street Smash Burger: uno dei brand più iconici del burger schiacciato e croccante. Carne super gustosa e cheddar che fa perdere i sensi.

Trancio Siciliano: e se fra napoletani e romani la pace la facesse una pizza siciliana alta, elaborata e con mozzarella che cola fuori dai bordi?

Altarè: pane della Murgia in tutte le salse, dalla colazione all’aperitivo, fino alla versione con cioccolato e nocciole per chi non sa dire no al dolce.

Corte Manzoni di Romanengo

Dove: Via Manzoni, 5

Correva l’anno 1780. Milano non era quell’agglomerato di auto, bilocali e maranza che conosciamo oggi, ma anche allora avevano i loro sbatti: rivoluzioni, re malvisti e la necessità di mettere insieme il pranzo con la cena.

Si vede che a Genova se la passavano meglio, perché proprio quell’anno nasceva Casa Romanengo, una confetteria super raffinata.

Già presente in città come pasticceria, ora arriva anche il nuovo punto vendita in via Manzoni: archi, marmi, boiserie e atmosfera ottocentesca a due passi dalla Scala. L’aperitivo pre-teatro con cocktail e salatini ungheresi è già un classico da provare senza se e senza ma.

Da Franz

Dove: Via Ascanio Sforza, 47

Non un’enoteca come le altre: Da Franz il vino, più che esperienza gastronomica è un’esperienza di viaggio. La lista comprende etichette che provengono da nord, sud, ovest, est, esplorando le strade non battute di un vero esploratore alla ricerca delle vere chicche. Il cibo rispecchia la vocazione internazionale senza dimenticare chi siamo: e così via libera a formaggi e testaroli, da mangiare magari con spanakopita e quesadillas. Una novità che ci intrippa parecchio, anche per allargare un po’ i nostri confini del vino (che spesso coincidono con quelli dello stivale)

Nami HiFi

Dove:Via Solferino, 41

Subito modalità music on da Nami, listening bar very cool appena aperto in via Solferino dove gira tutto attorno al suono. Qui l’analogico resiste al digitale, e l’intero ambiente è pensato per ottimizzare l’ascolto, oltre che ad offrire cocktail da un bartender livello pro. Generi diversi, iniziative che danno ad ogni serata una vibe particolare, con dj set, serate a tema e l’asta dei vinili. Oh, Nami in giapponese vuol dire “onda”, sapevatelo.

Autore: Francesco Cellini

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