La scena è sempre la stessa. C’è chi alle 8 del mattino ha già svuotato la casella mail, organizzato la giornata e chiuso un paio di call. E poi c’è chi prima delle 10 riesce a malapena a distinguere il collega dalla macchinetta del caffè. Noi italiani (ok non tutti, ma buona parte) facciamo parte della prima categoria. A Milano, poi, manco a dirlo.
Una recente ricerca condotta da Herrmann International insieme a MyPerfectResume® ha provato a guardare la questione da un’altra prospettiva, analizzando il cosiddetto cronotipo, ovvero il ritmo naturale con cui ogni persona alterna energia, concentrazione e produttività durante la giornata.
E qui arriva una curiosità interessante: tra tutti i Paesi coinvolti nello studio, i lavoratori italiani risultano quelli con la maggiore preferenza per le ore diurne. For dummies: al mattino diamo il meglio di noi, lavorativamente parlando.
I lavoratori italiani sono i più attivi durante il giorno
Secondo l’indagine, il 52% dei lavoratori italiani dichiara di sentirsi più energico e produttivo durante il giorno. Si tratta della percentuale più alta registrata nello studio.
All’estremo opposto troviamo invece una quota relativamente bassa di persone che affermano di lavorare meglio nelle ore serali. Un dato che rende l’Italia il Paese più orientato alle attività diurne tra quelli analizzati. Ma giustamente voi vi starete chiedendo: che minch*a è il cronotipo?
In parole semplici, ogni persona ha un proprio ritmo biologico che determina quando tende a sentirsi più lucida, creativa o produttiva. C’è chi rende al massimo nelle prime ore del mattino e chi invece raggiunge il picco di concentrazione nel pomeriggio o addirittura in serata.
Il punto interessante è che molte organizzazioni continuano a premiare comportamenti associati ai cronotipi mattutini. Manager e figure di leadership, ad esempio, risultano più frequentemente tra le persone che dichiarano di essere attive fin dalle prime ore della giornata.
Al contrario, chi lavora meglio nel pomeriggio o la sera è spesso rappresentato tra i professionisti più giovani e nei settori creativi.
La domanda che emerge è piuttosto semplice: il successo professionale dipende davvero dalle competenze oppure anche dagli orari in cui una persona riesce a esprimerle al meglio?

Italia, Spagna e Francia: i dati che sfatano qualche stereotipo
La ricerca mette in evidenza differenze interessanti tra Paesi che spesso vengono percepiti come culturalmente simili.
L’Italia guida la classifica con il 52% di lavoratori più attivi durante il giorno.
Subito dietro troviamo:
- Danimarca: 48%
- Singapore: 45%
- Svezia: 43%
Guardando invece alla produttività serale, il quadro cambia parecchio.
Singapore registra il dato più alto in assoluto, con il 45% delle persone che dichiara di lavorare meglio nelle ore serali. Seguono:
- Filippine: 39%
- Francia: 31% sopra la media globale
- Messico e Brasile con percentuali elevate di lavoratori serali
Interessante anche il caso della Spagna.
Nonostante la fama di Paese delle cene alle dieci di sera e della vita notturna particolarmente attiva, molti lavoratori spagnoli dichiarano comunque di sentirsi più produttivi durante il giorno.
La cultura del lavoro conta più del fuso orario
Uno degli aspetti più curiosi emersi dallo studio riguarda proprio il peso della cultura. I risultati suggeriscono che la produttività non dipende soltanto dal fuso orario o dalla posizione geografica.
A influenzare il rapporto con il lavoro entrano in gioco anche fattori come le abitudini sociali, l’organizzazione aziendale e le aspettative culturali.
In Paesi come Danimarca e Svezia, ad esempio, la vita lavorativa tende a concentrarsi molto nelle prime ore della giornata. Per questo motivo la preferenza per il lavoro diurno appare abbastanza prevedibile.
Più sorprendente il dato italiano. Pur essendo abituati a vivere molte attività sociali nel tardo pomeriggio e in serata, i lavoratori italiani continuano a identificare il giorno come il momento in cui riescono a dare il meglio.
La sera resta il momento della vita privata
C’è poi un altro elemento da considerare. Il questionario chiedeva ai partecipanti in quale momento della giornata si sentissero più energici e motivati. Molti potrebbero aver risposto pensando principalmente al lavoro e non alla vita personale.
In questo scenario la sera mantiene un ruolo diverso: tempo dedicato alla famiglia, agli amici, allo sport, alle relazioni o semplicemente al relax.
Insomma, i dati sembrano raccontare una cosa abbastanza chiara: tra aperitivi, cene lunghe e chiacchiere post lavoro, i lavoratori italiani continuano a preferire le ore diurne quando si tratta di concentrarsi, produrre e portare a casa risultati. La sera, lasciamola per lo svacco. No?









