Nel Regno Unito hanno capito come fare un po’ di cash facile facile: hanno alzato le tariffe per chi arriva in auto in aeroporto per accompagnare amici e parenti. Così, cinque minuti per un ultimo abbraccio, un bacetto e le solite raccomandazioni prima del volo non sono più un piccolo investimento affettuoso: sono diventati un servizio a pagamento, che paghi per poterlo erogare!
Vediamo un po’. Al London City Airport, nel cuore finanziario di Londra, per arrivare con l’auto sotto la tettoia si pagano 8 sterline se ci si ferma fino a cinque minuti; superati quei 300 secondi si aggiunge 1 sterlina per ogni minuto in più fino al massimo di 10 minuti, per un totale di 13 sterline. Heathrow, lo scalo principale del Paese, chiede ora 7 sterline per un massimo di 10 minuti di drop-off. A Bristol la tariffa è 8,50 sterline per dieci minuti di sosta davanti al terminal.
In alcuni casi le tariffe sono state introdotte dal 1° gennaio 2026; in altri dalla stessa data sono semplicemente aumentate: fatto sta che i viaggiatori si sono parecchio risentiti e hanno cominciato a parlare di “cash grab” (una “presa di soldi” facile) e chi, appunto, di “tassa sugli abbracci”.
Una tendenza tutta britannica (per ora)
Secondo quanto ci risulta, gli aeroporti del Regno Unito sono tra i pochi al mondo a chiedere sistematicamente un pagamento per il gesto gentile e affettuoso di lasciare un passeggero davanti ai varchi di partenza. In genere, persino nei grandi scali europei e americani, accompagnare qualcuno fino al terminal resta gratuito, con tempi di sosta consentiti che vanno dai 5 ai 20 minuti – a patto di trovare parcheggio – oppure con aree dedicate al Kiss & Go lontano dagli ingressi principali.
Nel Regno Unito la situazione è molto diversa: oltre a Heathrow, Gatwick, Bristol e London City, anche molti aeroporti regionali — da Leeds Bradford a Stansted, da Luton a Manchester — addebitano tariffe per il “drop-off”, con cifre variabili tra circa 5 e 10 sterline. A Belfast è ancora possibile salutarsi gratis… ma solo fermandosi nei parcheggi a lunga sosta a una decina di minuti a piedi dal terminal.
I motivi ufficiali e quelli veri
Le società aeroportuali giustificano queste tariffe con motivi “ambientali”: ridurre il traffico privato davanti ai terminal e incentivare l’uso dei mezzi pubblici, così da abbattere le emissioni nocive. Molte voci nel settore — compresa quella della Business Travel Association — sostengono invece che il vero motivo sia meno nobile e più venale: aumentare le entrate che non dipendono direttamente dai voli, le cosiddette entrate “non aviation”, che sono meno vincolate da normative statali.
E in effetti si parla di un bel po’ di grana: qualcuno ha calcolato che i soldi che arriverebbero da chi accompagna qualcuno negli aeroporti britannici potrebbero superare – solo nel 2026 – i 150 milioni di sterline (circa 173 milioni di euro), escludendo taxi, Uber e prelievi all’arrivo. Se si considerassero invece anche i prelievi, la cifra potrebbe quasi raddoppiare. Molte guide ai viaggi, ormai, sconsigliano di fermarsi nelle corsie davanti ai terminal senza pagare, visto che il sistema di lettura targhe è ormai diffuso e le multe possono essere salate.
Per la serie, Flight and Fatturats…








