Imbruttiti pendolari, già lo sapete. Prendere un treno oggi è un vero sbattimento, soprattutto perché non sai quando parti e soprattutto non sai a che ora arrivi. La previsione per il 2026 non è confortante: il sistema ferroviario italiano, in particolare quello che regola i treni ad Alta Velocità, sta vivendo un bel peggioramento sul fronte dei ritardi. I treni AV, molto frequentati per spostamenti interurbani, hanno visto un aumento del ritardo medi, che ora superano i cinque minuti. A voi magari ‘sta cosa dirà poco, ma parliamo di una crescita rispetto alla media storica, che si aggirava intorno ai due minuti.
Ma veniamo ai dati
Naturalmente queste cose non le diciamo noi così ad minchiam, ma un’indagine di Altroconsumo che ha monitorato circa 81 tratte dei Frecciarossa: bè, circa il 30 % arriva in ritardo, con punte di oltre il 60 % di ritardi maggiori di 5 minuti su alcune tratte principali come Milano-Roma Termini. Non benissimo. Anche i Frecciargento stando andando di male in peggio, con ritardi nel 41 % dei casi, roba che i giapponesi – che se fanno ritardo di un minuto aprono un’inchiesta – starebbero già facendo harakiri. I ritardi arrivano addirittura al 95 % sulla linea Bari-Roma, rendendoli tra i servizi più inaffidabili in termini di puntualità, e qui i giapponesi si sarebbero come minimo già esiliati su un altro pianeta.
Come stanno messi Italo e Intercity
I treni Italo, tanto per dire, se la cavano un filo meglio: risultano in ritardo in circa il 26% dei casi sulle tratte analizzate, quindi mediamente più puntuali dei Frecciarossa. Su alcune direttrici specifiche, tipo Napoli–Roma Termini, fanno addirittura i secchioni: solo il 19% delle corse in ritardo, contro il 25% dei Frecciarossa nello stesso periodo. Non un miracolo, ma si nota.
Anche gli Intercity, però, non brillano: circa il 29% dei convogli arriva in ritardo, soprattutto lungo l’Adriatica e su diverse tratte del Sud. I regionali sono una lotteria che dipende molto dalla regione e dal gestore, ma in generale riescono comunque a fare meno peggio dei treni a lunga percorrenza.
Capitolo tratte da incubo. Come abbiamo anticipato, Bari–Roma, coperta dai Frecciargento, vince facile: fino al 95% delle corse monitorate in ritardo. Praticamente se arrivi puntuale è perché hai sbagliato treno. Sulla Salerno–Torino, dove passa anche Frecciarossa, oltre il 60–65% dei treni accumula ritardi. E la Lecce–Milano, servita solo da Frecciarossa, è un’altra perla: pochissime corse puntuali e ritardi medi belli pesanti.
Ma perché questi ritardi?
Ora, la domanda sorge spontanea: ma perché non si riesce ad arrivare in orario? I motivi sono diversi e, messi insieme, fanno il loro bel disastro. Ci sono i soliti problemi infrastrutturali, i malfunzionamenti tecnici sulla rete e, soprattutto, un traffico ferroviario in costante aumento che non sempre è accompagnato da risorse adeguate per gestire il flusso.
Il punto è che i treni ad Alta Velocità non viaggiano nel vuoto: condividono la stessa rete con regionali e Intercity, creando colli di bottiglia su alcune tratte già belle cariche di loro. Come se non bastasse, ci si mettono anche le condizioni climatiche: alluvioni, nevicate e meteo sempre più ballerino incidono direttamente sulle operazioni ferroviarie, rendendo i ritardi ancora più frequenti nei periodi “caldi” (o gelidi, a seconda della stagione).
Altro tema spinoso è la gestione dei guasti tecnici, che in certi casi richiede tempi di intervento decisamente più lunghi di quanto uno si aspetterebbe nel 2026. Ferrovie dello Stato ha ammesso il problema e promesso investimenti per potenziare infrastrutture e sistemi di controllo del traffico. Ottimo. Peccato che tutto questo richieda tempo. Nel frattempo, i viaggiatori continuano a fare i conti con i soliti disagi quotidiani.
Cioè, capiamo l’evento avverso, ma ‘ste percentuali raccontano una storia inquietante, dove gli orari scritti sui tabelloni e sui biglietti sono giusto una formalità. Uno spunto indicativo. Una suggestione. Tanto vale scrivere “arriverai in mattinata”, o “Arrivo previsto: dopo il tramonto”, che può andare bene per le 19 ma pure per le tre di notte.








