Prima di chiudere definitivamente l’album di famiglia del 2025 Altroconsumo ha pronta la fotografia aggiornata della spesa quotidiana degli italiani, scattata dall’indagine condotta fra 2024 e 2025, chiedendo a oltre 22.000 consumatori di raccontare dove vanno a fare la spesa e, soprattutto, se ne escono vivi.
Il verdetto è chiaro: il supermercato resta il centro di gravità permanente delle nostre vite alimentari, ma non è più l’unico pianeta del sistema. Il mondo della distribuzione si sta frammentando, i discount continuano a macinare consensi, le insegne locali si prendono le loro rivincite e l’online, per ora, resta il parente strano che vediamo solo a Natale.
Vai col brief
Partiamo dalle certezze. Tra le grandi catene nazionali, a guidare la classifica è ancora NaturaSì, che conquista 79 punti su 100 nell’indice di soddisfazione costruito da Altroconsumo. Subito dietro si piazzano Ipercoop (insieme a Coop&Coop), Esselunga e Coop, tutte racchiuse in un fazzoletto di gradimento alto. Gli italiani quindi continuano a premiare assortimento ampio, qualità dei prodotti e punti vendita che non sembrino set di The Walking Dead dopo il passaggio del weekend. Esselunga, in particolare, resta la palestra olimpica dell’efficienza: ordine, scaffali leggibili e code alle casse che non richiedono viveri di sopravvivenza. Coop e Ipercoop, invece, portano a casa applausi soprattutto per frutta, verdura e prodotti a marchio proprio.
E mentre anche il ceto medio ormai combatte quotidianamente con il prezzo delle zucchine, i discount smettono definitivamente di essere percepiti come il piano B della spesa. Eurospin e Aldi svettano tra le catene low cost con 76 punti su 100, seguite a un millimetro da Dpiù con 75. Qui non vince solo il risparmio: il 71% dei clienti giudica “buoni o molto buoni” i prodotti a marchio, il 65% promuove pulizia e comodità dei punti vendita.
Hai capito le piccole insegne?
La vera sorpresa, però, arriva dal fronte delle insegne locali. Sono loro a conquistare i giudizi mediamente più alti. La catena DEM, presente tra Lazio e Abruzzo, tocca quota 78 punti, praticamente appaiata alla prima della classe nazionale. Subito dietro si piazzano Visotto, Rossetto, Iperal, Tosano e Mercatò, tutte a 77 punti. Su 40 insegne territoriali analizzate, ben 13 rientrano nella fascia di qualità “ottima”: a contare sono soprattutto la vicinanza e il rapporto umano, la sensazione che se chiedi dov’è il lievito non stai disturbando nessuno e non rischi il vaffa. Certo, in alcuni casi contano anche i prezzi aggressivi e gli sconti; in altri ancora semplicemente il fatto che qualcuno ti guarda negli occhi mentre ti pesa le mele.
La spesa online? Non pervenuta
E poi c’è il grande bluff contemporaneo: la spesa online. Sulla carta dovrebbe aver conquistato tutto, nella realtà riguarda ancora una minoranza. Solo il 12% degli italiani compra cibo su internet e appena il 2% lo fa ogni settimana. Numeri da nicchia, non da rivoluzione. Chi la utilizza è in media soddisfatto, con Esselunga in testa tra le nazionali a 77 punti e alcune insegne locali come Iperal e Bennet a quota 75, ma il messaggio è chiaro: la spesa resta una faccenda fisica. Si annusa, si guarda, si tocca, si sospira davanti al prezzo delle fragole e si snasa l’ammorbidente prima di infilarlo nel carrello.
Non a caso, quando gli italiani escono dal perimetro del supermercato, tornano dritti verso i luoghi più classici della spesa. L’87% compra il pane in panetteria, il 79% va dal macellaio, il 50% entra in pescheria, il 47% si affida ai mercati rionali per frutta e verdura. Detergenti, cura personale e cibo per animali arrivano, invece, arrivano più spesso dalle catene specializzate.
Secondo l’indagine, condotta tra giugno 2024 e giugno 2025 su 22.616 questionari validi, nessuna insegna finisce in zona bocciatura, segno che il sistema tiene nonostante prezzi, inflazione e malumori. D’altronde, mangiare si deve e lavarsi sarebbe bene… Ma dentro questa tenuta del sistema commerciale c’è un’Italia che sperimenta, frammenta, mescola canali e punti vendita. Un po’ come fa con le carte di credito al momento del conto.








