L’aeroporto di Milano Malpensa cambia ufficialmente nome. Dopo mesi di ricorsi, polemiche e attese, la decisione è stata confermata: lo scalo si chiamerà “Aeroporto Internazionale Milano Malpensa – Silvio Berlusconi”. E ora si passa alla parte più concreta: rifare tutta la segnaletica.
Enac chiede di aggiornare il nome dello scalo
All’indomani della sentenza del Tar Lombardia, che ha respinto i ricorsi contro l’intitolazionepresentati dal Comune di Milano e da alcune amministrazioni del Varesotto, l’Enac ha già mosso i primi passi operativi. Alla società di gestione degli aeroporti milanesi, Sea, è stata chiesta la realizzazione e l’installazione della nuova segnaletica con la denominazione aggiornata.
Il passaggio arriva dopo che il tribunale amministrativo ha confermato la legittimità della decisione presa nel 2024 dal consiglio di amministrazione di Enac, con il via libera del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti guidato da Matteo Salvini.
Il presidente Enac, Pierluigi Di Palma, ha spiegato così la tempistica: «Per evitare ulteriori pretestuose polemiche abbiamo atteso l’esito di un lungo giudizio, pur non avendo il Tar sospeso il provvedimento adottato dall’Enac. Ora che al di là di ogni ragionevole dubbio una articolata ed approfondita decisione ha confermato la correttezza della procedura adottata […] Enac chiede a Sea […] di provvedere, con ogni consentita urgenza, alla realizzazione della segnaletica».

Perché Malpensa porterà il nome di Berlusconi
L’intitolazione è stata pensata come riconoscimento istituzionale per Silvio Berlusconi, figura che ha avuto un ruolo centrale nella vita politica e imprenditoriale del Paese.
Di Palma lo ribadisce chiaramente: «L’intitolazione […] vuol essere il riconoscimento del ruolo istituzionale, politico e imprenditoriale ricoperto dal presidente Silvio Berlusconi, a cui, alla sua scomparsa, sono stati riservati funerali di Stato».
Che ne pensa Beppe Sala
Dopo la sentenza, anche il Comune di Milano ha preso atto della decisione. Il sindaco Sala ha chiarito che non ci saranno ulteriori azioni legali. «La giustizia va rispettata senza se e senza ma» ha dichiarato, aggiungendo però una posizione critica sull’intitolazione: «Noi abbiamo fatto quello che ci sembrava giusto […] il nome di Berlusconi legittimamente appare ancora nel simbolo di un partito politico. Per cui noi di fatto dedichiamo un aeroporto che è di tutti a un partito e questo io mi permetto solo di dire che non lo trovo corretto».
Cosa ha stabilito il Tar Lombardia
Il punto centrale della sentenza è una questione di competenze. Il Tar Lombardia ha chiarito che i Comuni possono decidere su vie, piazze e toponomastica locale, ma non sugli aeroporti.
Nel caso di Malpensa, la competenza spetta all’Enac e ai ministeri competenti (Trasporti, Cultura e Interno). Nelle motivazioni si legge: «La mancata riconduzione dell’intitolazione dello scalo nella normale toponomastica […] mette fuori gioco la complessiva competenza comunale».
E ancora: «Il legame tra cittadinanza e territorio comunale non trova rispondenza nel caso di scali aeroportuali come quello di Malpensa, con qualifica di aeroporto intercontinentale appartenente allo Stato italiano».
Ora la questione entra nella fase pratica: cartelli, indicazioni stradali, segnaletica interna ed esterna. Tutto dovrà essere aggiornato con il nuovo nome. Per chi viaggia, nel breve periodo cambierà poco. Biglietti, codici aeroportuali e operatività restano invariati. Nel tempo, però, il nuovo naming diventerà lo standard su tutte le piattaforme, dai voli ai sistemi di navigazione.
Il cambio di nome di Malpensa segna un passaggio simbolico forte, destinato a far discutere ancora. Intanto, tra sentenze e dichiarazioni, una cosa è certa: il rebranding è partito.









