Alzi la mano chi, in questa caldazza totale, non si è scolato una birra gelata in piedi davanti al frigo. Ahhh, meraviglia… E fanc*** tutti quelli che dicono che con il caldo gli alcolici non fanno bene, e le bevande ghiacciate non fanno bene… Lasciateci stare, che comunque il caldo non passa e almeno a casa non abbiamo tutti gli sbatti del bar. Sì perché, ordinare una birra al bar è diventata un’impresa come ordinare il caffè. Non basta più gridare da dietro il bancone: “Una birra, grazie!” e aspettare che qualcuno la spilli. No, adesso bisogna rispondere a un questionario: Ipa? Apa? Sour? Porter? Stout? ma soprattutto alcolica? Analcolica? Low alcol? Gluten free? Session? Manca quella con il senso di colpa ma ci stanno lavorando.
Forse per questo (o forse no) secondo il rapporto di AssoBirra, l’anno scorso noi italiani abbiamo bevuto un po’ meno birra del solito. Non siamo astemi, sia chiaro: restiamo sopra i 21 milioni di ettolitri venduti, però segniamo un -2,5% rispetto al 2024. Autocontrollo? Paura di ingrassare? Chissà… Fatto sta che anche il consumo a testa è sceso di circa un litro: 35,9 contro i 36,8 dell’anno precedente. Una serata in meno con gli amici, massimo due… ma abbastanza per far partire il dibattito: non siamo più quelli di una volta? è colpa della crisi economica? stiamo invecchiando? oppure dobbiamo tornare a casa in monopattino?
Le birre alternative spaccano
Fatto curioso. La birra tradizionale rallenta mentre cresce la birra “alternativa”, quella con gusto, colore e schiuma della birra ma con meno – o direttamente senza – alcol: il segmento low e no alcol come dicono quelli bravi è passato dal 2,1% del mercato nel 2024 al 3,9% nel 2025. Anche qui, il salutismo non ha ancora vinto però è quasi il doppio in un anno.
In quell’1,8% di consumatori ci sono quelli che sono usciti dall’alcolismo ma amavano disperatamente il luppolo, quelli che non hanno ancora compiuto i 18, i driver degli amici che si sfondano anche per loro. A guidare, infatti, la svolta sono soprattutto Gen Z e Millennials, cioè le generazioni dei precisetti che trasformano tutto in un “percorso di consapevolezza”. Prima ti facevi una birra, due birre, tre birre, quattro birre e un’aspirina. Ora si “sceglie un’esperienza coerente con il proprio equilibrio psicofisico e le indicazioni del mio percorso di mindfullness”. Ma seri?!
La birra analcolica non è più una punizione e non finisce più nei frigoriferi accanto al chinotto dimenticato. Oggi è diventata una categoria cool: etichette curate, ricette migliori, packaging stiloso e, soprattutto, una promessa irresistibile: partecipare a una festa 1. senza sentirsi lo sfigato di turno; 2. senza ricevere vocali infuriati il giorno dopo da persone di cui non ricordiamo più la faccia ma alle quali abbiamo lasciato un bel ricordino in bagno.
Quanto vale il settore
In italia il settore fa girare parecchio money: più di 10 miliardi di euro di valore condiviso e oltre 112mila posti di lavoro. Però un po’ di preoccupazione c’è, perché la produzione nel 2025 si è fermata a 16,8 milioni di ettolitri (-2,5%), l’export è sceso (-6%) ed è sceso pure il consumo fuori casa (-5,2%). Certo, fino a qualche anno fa uno si prendeva una birretta a cuor leggero… Adesso, anche quella comincia a costare.
Comunque la birra non scompare. Si adatta, si alleggerisce, diventa salutista, diventa pure fighetta con tanto di menù degustazione. Perché se una volta il binomio era birra+pizza oppure birra+chiacchiere, massimo massimo fuori dallo stadio birra+salamella, adesso no. Adesso accompagna le cucine etniche, i piatti vegetali, gli hamburger coltivati e le pizze con i lieviti madri di salaminchia… Basta essere la sorella sfigata del vino, buona solo per le grigliate! Adesso vuole la sua parte nell’esorbitante storytelling dell’enogastronomia.
Vedremo se ce la farà anche quella analcolica. Peraltro, si divertirà qui a Milano, dove abbreviamo tutto: dallo sbattimento allo sbatti, dalla schiscetta alla schiscia, dall’analcolica all’anal? Potrebbe essere divertente: “Una bionda anal per favore” “Io anal solo le rosse”. Va beh, ci penseremo… Qualche trick c’è già, tipo alcohol free o alcol zero. Zero sbatti.