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A Milano si vive male (anche) per colpa del meteo, sostiene una ricerca

Secondo un'indagine di Corriere e IlMeteo.it, nella City il clima sta peggiorando. La nebbia sta lasciando il posto all'afa e le piogge stanno diminuendo drasticamente.

Per ogni Imbruttito, Milan l’è semper un gran Milan. Però la realtà è che nella City non si vive benissimo. Colpa del clima. Una volta eravamo famosi per la nebbia, oggi per il caldo torrido e l’afa insopportabile. Insomma, mai una gioia. A dirci quello che in realtà non volevamo sapere è stata un’indagine del Corriere in combo con IlMeteo.it, che ha messo in piedi la classifica dei capoluoghi di provincia italiani in cui si vive meglio, tenendo conto di 13 parametri climatici dal 2010 a oggi. Risultato? Milano si è piazzata 89esima su 108, con un punteggio di 455. Non benissimo.

In sostanza la classifica vuole rispondere a questa domanda: nel 2021, in quale città è stato più piacevole trascorrere le giornate sotto il profilo climatico? Ok, immaginavamo di non essere in pole position ma figa… così in basso? “Le temperature medie sono aumentate molto velocemente – ha spiegato Lorenzo Pedici, responsabile media de iLMeteo.it – Il riscaldamento globale e quello climatico sono cominciati dagli anni ’90 e stanno accelerando. Nel 2010-11, a Milano, la temperatura media era di 12,5 gradi. Negli ultimi due anni siamo arrivati ai 13,5“. E ce ne eravamo accorti, che dite?

Tra i parametri analizzati nell’indagine troviamo ore di sole, ondate di calore, giorni freddi, nebbia, raffiche di vento e brezza estiva. Ai primi due posti della classifica si sono piazzate Imperia e Savona, con 723 e 719 punti, e questo ci consola perché non sono lontanissime da casa. Volendo, quando abbiamo voglia un clima bello piacevole, ci spariamo un weekendino ligure e via. Oh, comunque solo cinque i capoluoghi di provincia hanno superato quota 700 dell’indice di vivibilità climatica eh. Terzo posto per Massa, seguita da Catanzaro e Ancona. C’è pure chi ha fatto peggio di Milano. Tipo Napoli, al 93esimo posto. “Ha avuto un clima peggiore di quanto ci aspettassimo, perlopiù a causa di frequenti ondate di calore e a un elevato tasso d’umidità”. 

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Indagine Corriere/IlMeteo.it

A penalizzare Milano sono state, per esempio, le “notti tropicali“, cioè quelle con temperatura minima superiore a 20 gradi. Quelle notti in cui il ventilatore sparato dritto in faccia sembra non bastare, in cui le coperte si riscaldano appena ci poggi sopra la gamba e non sai più dove rigirarti per cercare un po’ di frescura. I parametri in cui la City dà il peggio di sé sono però “piogge intense“, “giornate fredde”, “comfort per umidità”, “soleggiamento” e, ovviamente, “nebbia“. Nonostante questa ultima categoria ci appartenga di diritto, c’è da dire che ultimamente la foschia ci sta abbandonando. “Guardando dal satellite, si vede attorno a Milano una ciambella: sono rare le nebbie e si verificano solo in periferia”, ha spiegato il Pedici.

Pure la pioggia scarseggia. “I giorni senza pioggia sono raddoppiati, dai 100 del 2010 ai 194 del 2021. E, nel 2022, è atteso un ulteriore aumento. Piove meno spesso, la media annuale è attorno ai 50 giorni, a Bruxelles sono 300”. Quest’estate abbiamo sperimentato un clima tropicale, con temperature notturne tra le 21 e le 8 che non scendevano mai sotto i 20°”. Niente di nuovo comunque. Ve lo avevamo già detto, no, che fra 30 anni a Milano farà caldo come in Texas?

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