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Gli studenti fanno i bulli? Via a zappare la terra. L’ideona (da esportare) di una scuola di Bologna

All'Istituto Tecnico Rosa Luxemburg sono stati creati appezzamenti per la coltivazione di ortaggi e verdura. Un vero e proprio orto che servirà (anche) per punire chi si comporta male. Ma non è l'unica iniziativa green della scuola.

Oh, mica male l’idea dell’Istituto Tecnico Commerciale Statale Rosa Luxemburg di Bologna, andrebbe copiata tempo zero anche a Milano (e ovunque). I ragazzi e le ragazze che fanno gli stron*etti, i bulli e – in generale – si comportano male male, vengono mandati a zappare la terra. Nella stessa scuola, infatti, sono stati creati appezzamenti dedicati alla coltivazione di ortaggi e verdura. Un orto vero e proprio gestito dai 900 alunni che da un lato serve per divertirsi (why not) e scaricare la tensione, dall’altra a punire chi se lo merita. Invece di sospenderli e lasciarli a casa per qualche giorno – con il solo risultato di farli tornare più incattiviti – o magari di piazzargli sul diario un’inutile nota, la soluzione dei “lavori forzati” (si fa per dire eh) sembra più educativa. Più utile, almeno. “Il senso della sanzione è riflettere su ciò che si è fatto – ha confermato la preside Alessandra Canepa – Non c’è meglio del verde per farlo e non c’è niente di peggio che sospendere gli allievi”.

Interessante punto di vista, no?

“A inizio anno, quando incontrerò le classi — disse qualche settimana fa la dirigente scolastica, come riportato poi da Corriere — proporrò agli studenti di fare delle piccole spedizioni in giardino per tagliare le erbacce: farò adottare ai ragazzi il verde della scuola e chi dovrà scontare delle sanzioni disciplinari sarà mandato in giardino a estirpare le erbacce. Volevamo utilizzare questa area verde enorme attorno alla scuola lasciata a se stessa nel corso degli anni e la sfrutteremo a livello educativo. L’aula outdoor poi so che sarà molto contesa dagli insegnanti, mi hanno già chiesto come si farà a prenotarla per fare lezione all’aperto”. Ma questa non è l’unica buona idea green della scuola.

Vicino all’orto c’è infatti anche un’aula outdoor, in architettura sostenibile, dove si farà lezione all’aperto. Quanto ci sarebbe piaciuto, a noi, studiare Dante, Boccaccio o magari le equazioni, storia del diritto, filosofia… in mezzo alla natura? Guardando il cielo? Il progetto è sostenuto dal ministero e parte dall’idea di valorizzare gli ampi spazi verdi intorno all’Istituto. “L’occasione è arrivata grazie al bando Edugreen. Già con gli insegnanti di sostegno avevamo una serie di attività con i ragazzi certificati per coltivare in grandi vasi all’esterno. Ma questo è un vero orto ed è una risorsa per tutti” ha spiegato ancora Canepa, come riportato da Repubblica.

Questa svolta green ha l’obiettivo anche di appassionare i ragazzi e le ragazze, in modo da ridurre il numero di bocciati. “Abbiamo bisogno di tenere legati i ragazzi alla scuola — ha continuato la preside – quest’anno abbiamo avuto circa un’ottantina di bocciati, il 10% degli iscritti al tecnico, un numero importante frutto anche degli anni del Covid”. Ci sta.

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