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Cosa sono gli IV Bars, locali in cui si iniettano via flebo cocktail di vitamine e medicine

No, non è la nuova follia di un film di David Cronenberg, ma una moda che pare stia spopolando negli USA, alimentata anche dall'entusiasmo di celeb come Rihanna, Kim Kardashian, Hailey Bieber e Kate Upton. Per i medici, però, può essere rischiosa.

Andare in un bar, ordinare una bevanda multivitaminica perché ci sentiamo un po’ fiacchi. Sapete com’è, il cambio di stagione è sempre più improvviso e traumatico, ci sta viverlo male. E allora vai di ricostituenti, che fan sempre bene. Il nostro cocktail arriva, ma invece di servircelo in un comodo bicchiere di vetro, ce lo sparano in vena. Whaaat? No, non è la nuova follia di un film di David Cronenberg, ma una moda che pare stia spopolando negli USA, alimentata anche dall’entusiasmo di celeb come Rihanna, Kim Kardashian, Hailey Bieber e Kate Upton. Vengono chiamati Drip Bar, ma anche IV Bars, che sta per intravenous bars, cioè bar dell’endovena. 

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Non sembrano il classico posto in cui ti daresti appuntamento con gli amici per un post lavoro, eppure tra gli yankee sembrano avere molto successo. Funziona così: tu entri e sfogli il menù, chiedendoti se hai più bisogno di una dose che aiuti la digestione, che riduca stress, jet lag, insonnia, calo immunitario o fiacchezza. Fai la tua scelta e preparati a sborsare minimo minimo un centone. Negli States di queste flebo vitaminiche si sono inventati pure le consegne a domicilio e tour in autobus, a dimostrazione che col marketing comunque ci sanno fare. Del resto oh, non c’è nulla di illegale. Le flebo contengono semplicemente soluzione salina e uno o più nutrienti come vitamina C o vitamine del gruppo B, ma pure minerali come zinco, selenio o magnesio. Certo, in alcuni casi puoi chiedere anche antidolorifici, farmaci antinausea e antistaminici. Ma ‘sta roba farà davvero bene?

Sì perché, chiaramente, se ti inietti qualcosa in endovena i risultati sono immediati. Noi poveri stron*i ci pigliamo le pastigliette multivitaminiche come atto di fede, chiedendoci se riusciremo davvero a percepire un briciolo di energia in più. Ben altra cosa è farsi lo shottino in vena: energia frizzantina, pelle luminosa, mente più lucida. Anche qui da noi è possibile farsi una cura alla drip bar eh, ma solo in cliniche specializzate, che quindi garantiscono un approfondimento delle reali esigenze fisiche di ciascuno. I drip bars americani, invece, non hanno avuto l’approvazione della Food and Drug Administration, ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici.

Cioè, non è che da soli ci si può auto prescrivere una bomba vitaminica perché – dicono gli esperti – anche l’eccesso può essere dannoso. E la stessa pratica ha dei rischi che vanno valutati. “Mi da’ fastidio che non si diano prove dei risultati per una terapia invasiva. Il sito dell’iniezione si può infettare, la vena si puà infiammare o venir bloccata da un trombo. Sono complicazioni rare, ma vale il rischio se la flebo non e’ necessaria?”, ha scritto Robert Shmerling sull’Harvard Heath Blog. “Non ci sono prove scientifiche che la maggior parte dei prodotti offerti siano sicuri o vantaggiosi per una persona in buona salute, mentre potenzialmente si tolgono farmaci a pazienti che ne hanno legittimo bisogno e li richiedono per sopravvivere” sono invece i dubbi della National Home Infusion Association.

Quindi insomma, nel dubbio continuiamo coi pastiglioni che è meglio.

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