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I lavori del 2030: quelli che spariranno e quelli che spaccheranno

Non studiate da segretari, bibliotecari e grafici che non servirà granché.

Giusto per organizzarsi: come sarà il mondo del lavoro fra cinque anni? Domanda utilissima soprattutto a chi sta ancora decidendo cosa studiare, o comunque è ancora in tempo per scegliersi una professione o fare uno switch.

Prima notizia: entro il 2030 arriveranno 170 milioni di posti nuovi, di cui però 92 milioni saranno tipo aggiornamento software: li cancellano e li riscrivono, quindi occhio a non restare al palo. Il World Economic Forum ha tirato fuori un rapporto che dice che la tecnologia, insieme ai cambiamenti geopolitici e demografici, sta trasformando il mercato del lavoro in modo rapido e profondo, imponendo un’evoluzione senza precedenti. Serve quindi una roba fondamentale: imparare cose nuove e farlo alla svelta.

E chi ci guadagna? Non solo nerd e smanettoni. Certo, gli informatici spaccano, ma spazio anche a baristi, contadini e perfino insegnanti. Insomma, il futuro non è solo gente che programma algoritmi, ma anche chi tira su case (operai edili), fa il caffè al volo o educa i nani (insegnanti di ogni livello). E poi, boom sulle energie rinnovabili: ingegneria ambientale e simili saranno richiestissimi.

I lavori che spariranno

Non serviranno più granché, invece, cassieri, commessi, guardie giurate, segretari, colf, stampatori, bibliotecari e grafici. Se siete in queste categorie, iniziate a pensare a un piano B. Le aziende dicono che la metà delle competenze richieste oggi saranno vecchie come il Nokia 3310 fra qualche anno. Quindi, via con corsi, webinar e roba simile per imparare robe come: intelligenza artificiale , Big Data, e Cybersecurity.

Ma non basta essere robot. Anche le soft skill, tipo resilienza, flessibilità e creatività saranno molto apprezzate. Il vero drama? Le aziende dicono che manca gente formata. Il 63% dei datori di lavoro lamenta di non trovare persone pronte per il futuro. E se fossimo un gruppo di 100 persone, 59 di noi dovrebbero tornare a scuola tipo subito. Ma 11 resteranno comunque indietro.

L’aumento del costo della vita e l’inflazione globale, inoltre, stanno spingendo molte aziende a ripensare i loro modelli di business. Si parla di 6 milioni di posti di lavoro persi entro il 2030. Quindi, meglio essere elastici, creativi e pronti a tutto. Secondo Till Leopold, responsabile del settore Lavoro, salari e creazione di posti di lavoro del World Economic Forum. “È ora che aziende e governi collaborino per creare una forza lavoro pronta al futuro”. Tradotto: meno chiacchiere, più fatti. Investite su di voi, che il futuro è già qui, e non c’è posto per chi resta fermo.

Autrice: Francesca Tortini

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