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Altro che Brexit: i super ricchi mollano Londra e puntano su Milano (dove con la flat tax si vive da re)

Bella vita nella City se c'hai il grano.

La musica è cambiata. A Londra, l’aria si è fatta pesante per i super ricchi e i primi Paperoni iniziano a preparare le valigie. A guidare la carica verso l’uscita è il magnate dell’acciaio Lakshmi Mittal, uno che pesa qualcosa come 17,5 miliardi di euro e che da trent’anni si gode la pioggia inglese (e l’esenzione fiscale) da vero lord. Ma ora basta: il nuovo governo laburista ha messo la parola fine al regime dei “non-dom” – quel gioiellino fiscale che permetteva agli stranieri residenti nel Regno Unito di non pagare un euro di tasse sui redditi esteri.

Mittal ci sta pensando seriamente: via dalla city e dentro un sistema fiscale più amichevole, come raccontato da un approfondimento di Corriere. Tra le opzioni sul tavolo? Emirati Arabi, Svizzera e… rullo di tamburi… l’Italia. Sì, proprio Milano.

Il motivo? La flat tax per i nuovi residenti ad alto reddito, introdotta nel 2017 e aggiornata nel 2024. Il pacchetto prevede una tassa forfettaria di 200K l’anno su tutti i redditi esteri. Tradotto: se sei un miliardario e porti la residenza a Milano, versi una quota fissa e il resto te lo tieni nel salvadanaio. E pare che ai ricchi piaccia, visto che oltre 4.500 persone hanno già aderito, e la metà di queste ha scelto proprio il capoluogo lombardo. Coincidenze? Non crediamo.

Il fenomeno, ovviamente, non passa inosservato. Da una parte ci sono gli agenti immobiliari che stappano champagne, dall’altra i residenti che vedono schizzare in alto i prezzi del mercato immobiliare, anche nei quartieri non di lusso. Insomma, più milionari arrivano, più la città si trasforma… e non tutti la prendono bene.

Nel frattempo, anche Bernard Arnault, patron di LVMH e quarto uomo più ricco del pianeta con 176,7 miliardi nel portafoglio (più o meno), ha iniziato a guardare Milano con occhi molto interessati. Nel 2022 ha acquistato la storica Casa degli Atellani in Corso Magenta 65 – una residenza rinascimentale da urlo, completa di Vigna di Leonardo e restauri firmati Portaluppi. Inizialmente si parlava di farne un boutique hotel, ma pare che l’idea sia stata messa in stand-by. Il piano B? Farne la sua residenza principale. E guarda caso, anche qui i vantaggi fiscali potrebbero aver fatto la loro parte.

Arnault ha già detto chiaro e tondo che LVMH non si sposta da Parigi, ma sulla sua residenza personale ha lasciato qualche porta aperta. Insomma, Milano diventa sempre più la nuova Mecca per i ricchi in fuga dal fisco pesante. Se c’è da risparmiare, anche i miliardari si muovono.

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