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La stazione di Porta Genova chiude a dicembre, e per i pendolari cominciano gli sbatti

I pendolari fanno i conti con i nuovi spostamenti e con un altro stop - questa volta temporaneo: quello del Passante e della MM2. Sempre belle notizie…

volte le notizie importanti si nascondono fra le righe delle altre. È successo, ad esempio, con la delibera n. 4636 con cui, il primo luglio, Regione Lombardia ha stabilito sia un lieve aumento delle tariffe del trasporto pubblico, sia un cambio di orario che – da dicembre 2025 – esclude definitivamente Porta Genova dalle stazioni di arrivo e partenza per i treni della linea R31 Alessandria–Mortara–Milano. Boom! Fine di un’epoca con una data certa dopo l’annuncio di tanti anni fa. 

Risale al 2007 il famoso Accordo Scali con cui le Ferrovie dello Stato, Comune di Milano e Regione Lombardia annunciarono la dismissione di sette storici scali ferroviari di Milano, di cui Porta Genova è solo l’ultimo”: a raccontarlo all’Imbruttito è Franco Aggio, presidente dell’Associazione di Pendolari MIMOAL (Milano – Mortara – Alessandria, per chi non l’avesse capito, ndr). “In cambio venne promesso che il 50% del guadagno (attenzione, non del ricavato complessivo) sarebbe stato reinvestito nel potenziamento del servizio pubblico regionale… ma ad oggi a noi non è ancora chiaro se gli investimenti siano cominciati o meno e, essendo soldi pubblici, sarebbe il caso che ciò venisse precisato”. Accidenti se è il caso!

Intanto, mentre aspettano il fantomatico “potenziamento” (faranno fare le flessioni ai vagoni?!), i pendolari si preparano a un cambio di rotta. Dopo la fermata di San Cristoforo, in città, i treni provenienti dalla linea Mortara / Vigevano si dirigeranno verso Romolo (MM2), Tibaldi (Università Bocconi) e da lì verso Porta Romana (MM3) e poi Rogoredo (MM3).

Insomma, non si resta a piedi. “No, però fa specie che nel resto d’Europa le ferrovie facciano a gara per avere gli scali in centro e qui a Milano una stazione sostanzialmente centrale come quella di Porta Genova venga chiusa”, continua Aggio.

La notizia ha un aspetto positivo: “In città il tratto urbano San Cristoforo – Rogoredo vedrà un aumento di 5/6 treni all’ora”.

Però… “Però al momento non sono previste corse in più per chi arriva da Mortara/Vigevano, che è una delle poche linee in cui – nel post Covid – i pendolari sono aumentati”. Insomma, manca una risposta alla forte di richiesta di trasporto che arriva dalla Lomellina (e se non vi sembra un problema è perché non avete idea di quante case vengano vendute da quelle parti perché “c’è il treno per Milano”).

Quindi, a chi dobbiamo rompere le palle per avere una risposta? “Ah beh, la Regione decide e Trenord esegue, fate voi. A una Interrogazione in Consiglio Regionale l’Assessorato ai Trasporti dice che secondo RFI ci sarebbe la possibilità di arrivare a 6 treni all’ora (3 in andata e 3 in ritorno) tra Mortara e Albairate. Attualmente ce ne sono 2. Noi saremmo soddisfatti se arrivassimo a 4. D’altronde, come pendolari, siamo abituati a fare i parafulmini delle decisioni, ma soprattutto delle non decisioni altrui”.

Bella questa immagine del pendolare parafulmine, si sente che c’è della vita vissuta dietro. “Siamo abituati ormai al fatto che chi si deve parlare non si parli e quindi le conseguenze le pagano poi le persone che si devono spostare. Ad esempio, il passante…

Ma non stavamo parlando dell’R31? “Sì, ma senta questa. In agosto il Passante Ferroviario chiude per un mese e mi crede che a due settimane dalla scadenza non si sa ancora nulla di ufficiale?

Questa è una notizia!

Non solo. Molti di coloro che usufruiscono del passante sarebbero passati alla metro per Cadorna o per Garibaldi ma… senta un po’, la MM2 chiude per un mese proprio fra Cadorna e Garibaldi in corrispondenza della chiusura del Passante”.

E quindi? A occhio non resta che attaccarsi al tram.

Autrice: Daniela Faggion

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