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L’attesa è finita, Linate is back: ecco tutte le novità che riguarderanno l’aeroporto di MilanoMilano

Le traversate verso Malpensa e Orio di questi mesi saranno solo un vago ricordo. Come dite? Per andare a Malpensa ci si mette poco più di 40 minuti? Poco importa, nella testa dell’Imbruttito il tragitto Porta Romana – Malpensa è emotivamente più estenuante della traversata di Frodo nella Terra di Mezzo. L’Imbruttito vola da Linate, […]

Le traversate verso Malpensa e Orio di questi mesi saranno
solo un vago ricordo. Come dite? Per andare a Malpensa ci si mette poco più di
40 minuti? Poco importa, nella testa dell’Imbruttito il tragitto Porta Romana –
Malpensa è emotivamente più estenuante della traversata di Frodo nella Terra di
Mezzo.

L’Imbruttito vola da Linate, fine della
conversazione.

Fresco di un investimento da circa 60 milioni di euro, il re-styling dell’aeroporto altro non è
che l’ultimo tassello di un processo di rinnovamento architettonico che da Expo
in poi ha investito la città di Milano.

Appuntamento per le sei di mattina del 27 ottobre, quando il primo volo,
presumibilmente Alitalia, darà il via al valzer di 300 voli giornalieri.

La nuova pista di 2400 metri per 60 di larghezza sarà il fiore all’occhiello dell’aeroporto, che occuperà un’area complessiva di circa 350 ettari, ovvero – tanto per intenderci – circa otto volte la superficie di Città del Vaticano a Roma.

Costata 21
milioni di euro
, la nuova pista
sarà l’ennesimo salto in avanti anche dal punto di vista tecnologico, sempre
con un occhio di riguardo per l’impatto ambientale: la base, scavata per 80cm
nel suolo, è stata riempita in gran parte con uno stabilizzatore a cemento
ricavato dalle demolizioni e lavorato in appositi frantoi.

Gli ultimi 25 cm sono poi occupati da tre diversi
strati di asfalto di differente conformazione con l’ultimo livello occupato dal
più sottile e pregiato.

Un cambiamento che renderà l’atterraggio più sicuro
e comodo per i passeggeri e che impedirà la formazione di pericolosi frammenti
frutto del deterioramento delle lastre di calcestruzzo, la tecnologia
precedente.

Fine delle novità? Macché, è solo l’inizio.

Anche l’edificio principale è stato rimaneggiato con una nuova facciata progettata da Pierluigi Cerri che, insieme all’innovativo gioco di luci del soffitto studiato dalla lighting designer Cinzia Ferrara, mira a dare all’aeroporto meneghino un fascino tutto nuovo.

Un aeroporto che ambisce a essere un’esperienza in sé e non più mero punto di transito in attesa del volo.

In tal senso va anche la riorganizzazione di tutti gli spazi commerciali del pian terreno e la rivalutazione del mezzanino come punto ristorazione con le offerte culinarie dei migliori ristoranti italiani e non solo.

Completamente riprogettata anche la zona di smistamento e controllo bagagli. Un nuovo sistema da 10,9 milioni di euro che consentirà all’aeroporto di Linate di essere ampiamente in anticipo sulla scadenza UE del 2020 per quanto riguarda l’analisi dei bagagli potenzialmente pericolosi.

Infine, approfittando della chiusura estiva, la SEA.
società che gestisce gli aeroporti di Malpensa e Linate, ha scelto di demolire
il corpo F, una struttura risalente agli anni ‘70 con nove uscite di imbarco e
due zone vip.

Priva di particolare valore architettonico, verrà
entro il primo semestre del 2021 sostituita da un edificio a tre piani, 3000
metri quadri l’uno e con le facciate progettate da Aldo Rossi.

Imbruttiti, ci siamo. Una manciata di giorni e
potremo finalmente riabbracciare l’aeroporto dei nostri cuori.

Presto volare sarà proprio come ogni altra cosa: “Come lo fai a Milano, non lo fai da nessuna parte”.

Articolo scritto in collaborazione con SEA

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