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Riscaldare casa con l’acqua delle fogne: parte l’avveniristico test a Milano

Libri di storia alla mano, l’ultima volta che è stato fatto qualcosa di significativo che coinvolgesse la rete fognaria ci siamo ritrovati le Tartarughe Ninja. Ora, lungi da me annunciare questa notizia con la stessa enfasi con cui annuncerei l’avvistamento di Donatello, Michelangelo e Raffaello in un tombino meneghino, ma poco ci manca.  Metropolitana Milanese, la […]

Libri di storia alla mano, l’ultima volta che è stato fatto qualcosa di significativo che coinvolgesse la rete fognaria ci siamo ritrovati le Tartarughe Ninja. 

Ora, lungi da me annunciare questa notizia con la stessa enfasi con cui annuncerei l’avvistamento di Donatello, Michelangelo e Raffaello in un tombino meneghino, ma poco ci manca. 

Metropolitana Milanese, la società che gestisce le acque pubbliche di Milano, sta finalizzando un progetto che utilizza le acque della rete fognaria per produrre energia

Il nuovo sistema verrà testato questo novembre e, in caso di responso positivo, altre città potrebbero seguire l’esempio ed estendere a macchia d’olio questa forma di produzione energetica clean e a basso costo

La tecnologia è un classico esempio di economia circolare

Sfrutta lo scambio termico provocato dalle acque (15-20 gradi) che, una volta fatte confluire in uno scambiatore di calore (una piastra di acciaio a sei metri di profondità), diventano una fonte energetica “che ci consente di evitare di scavare pozzi e così intaccare la falda acquifera”, è stato il commento del direttore del servizio idrico Andrea Aliscioni. 

In realtà di questa tecnologia esiste già un prototipo. Si trova anche questo a Milano, precisamente a Nosedo. Qui l’energia termica è utilizzata per alimentare una palazzina di uffici e i risultati sono stati a oggi incoraggianti. 

Tuttavia rimane qualche perplessità.

L’energia ricavata non sarebbe sufficiente a supportare l’edificio nei momenti di maggiore consumo, come ha spiegato Aliscioni: “Con questo sistema si arriva a soddisfare il 50% del fabbisogno energetico… rimane necessario il ricorso al gas naturale”

Un altro problema potrebbe essere rappresentato dal costo che inevitabilmente andrebbe a ricadere sui condomini. L’installazione costa sui 30mila euro, una cifra in realtà abbastanza abbordabile specie se paragonata a quella di un intervento di manutenzione. 

Buone notizie però anche per quanto riguarda l’impatto ambientale. Stando ai calcoli, oltre al già citato risparmio sulle bollette del 50%, verrebbero dimezzate le emissioni, in particolar modo di Co2. 

La tecnologia è già realtà in Austria e Germania e anche la Svizzera sembra compiere passi considerevoli in questa direzione. A Zurigo ben 14 palazzi (280 appartamenti complessivi) vengono alimentati grazie a un impianto che applica tale formula. 

Ok, non saranno le tartarughe ninja ma… 

Credit immagine di copertina

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