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Smart working: una tassa per chi lavora da casa, la proposta di Deutsche Bank per sostenere l’economia

Nel periodo storico che sta trasformando il dire tutto e il contrario di tutto in uno sport olimpico, ecco una nuova proposta per risollevare le sorti dei moltissimi lavoratori colpiti dalla pandemia. Non troppo tempo fa abbiamo infatti riportato la proposta olandese di dedicare a tutti i lavoratori a distanza un bonus di quasi 400 euro: […]

Nel periodo storico che sta trasformando il dire tutto e il contrario di tutto in uno sport olimpico, ecco una nuova proposta per risollevare le sorti dei moltissimi lavoratori colpiti dalla pandemia. 

Non troppo tempo fa abbiamo infatti riportato la proposta olandese di dedicare a tutti i lavoratori a distanza un bonus di quasi 400 euro: un aiuto per fronteggiare i costi extra (elettricità, cancelleria, mobili, gas…) sostenuti da chi ha dovuto trasformare il proprio salotto in un ufficio. 

Oggi, invece, siamo qui per riportarvi una proposta in arrivo dalla Germania che, manco a farlo apposta, va in direzione assolutamente opposta. 

Contenuta nello studio di Deutsche Bank dal titolo “Cosa dobbiamo fare per ricostruire” e pensata dal macro strategist Luke Templeman, la proposta ha un nome inequivocabile: Smart working tax.

Una tassa del 5% per i lavoratori che continuano a lavorare da casa al fine di aiutare tutte le vittime della pandemia, ossia coloro che non possono far nulla in remoto. 

Stando all’analisi, gli smart worker “stanno conducendo una vita economica completa, tuttavia stanno contribuendo in maniera inferiore all’infrastruttura dell’economia, anche se ne continuano a ricevere i benefici”.

In parole povere? Chi lavora da casa risparmia direttamente su trasporti, pranzo e vestiti, oltre ad avere il vantaggio non indifferente di poter stare a casa durante una pandemia globale senza lo sbatti di dover lasciare i figli a qualcuno. 

La proposta, oltre a escludere autonomi e dipendenti basso reddito, considera i lavoratori in remoto come la categoria privilegiata di questa crisi. Una considerazione che si basa prevalentemente sulla media stipendi di chi lavora in smart working.

Negli Stati Uniti la media stipendio di chi lavora da casa è di 55mila dollari l’anno, 35mila sterline nel Regno Unito e 40mila euro in Germania. Questo vorrebbe quindi dire che la tassa costerebbe ai lavoratori rispettivamente: 10 dollari, 7 sterline e 7,50 euro al giorno. 

In conclusione, Luke Templeman sostiene che si raccoglierebbero così all’incirca 49 miliardi di euro all’anno negli Stati Uniti, 7 miliardi di sterline nel Regno Unito e 20 miliardi di euro in Germania. Tutti soldi che potrebbero essere devoluti a quelle categorie messe a durissima prova dalla pandemia. 

E voi Imbruttiti come la pensate? Immagino dipenda dalla vostra situazione lavorativa.

Le tasse non piacciono a nessuno, ma quando le pagano gli altri non sono poi così male. 

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