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Una foresta galleggiante in Darsena: che figa l’opera di Stefano Boeri per il Fuorisalone!

Non immaginatevi tre alberelli gonfiabili buttati a cazzo: si tratterà di un ecosistema composto da 610 alberi e più di 30 specie pensate per moltiplicare la biodiversità

Se gironzolando in Darsena vi capiterà di vedere una foresta galleggiante, tuttapposto. Fermatevi e fotografate, perché avrete davanti una bella opera dell’archistar Stefano Boeri, pensata appositamente per il Fuorisalone. Il prossimo 7 giugno, infatti, in occasione degli eventi off Salone, verrà svelata la Floating Forest, opera presentata da Timberland e ideata in occasione della Tortona Design Week da Stefano Boeri Interiors, lo studio fondato dagli architetti Stefano Boeri e Giorgio Donà. Non immaginatevi tre alberelli gonfiabili buttati a cazzo sull’acqua eh: si tratterà di un vero e proprio ecosistema indipendente, composto da 610 alberi e più di 30 specie pensate per moltiplicare la biodiversità e i benefici ambientali generati dalla forestazione urbana. Chapeau

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Una bella opera green, perfettamente in armonia con il tema principale della sessantesima edizione del Salone del Mobile, il cui claim sarà Design for our future selves and sustainability. “Floating Forest è anche un luogo di incontro e di decongestione dai flussi quotidiani – si legge sul sito ufficiale – un dispositivo urbano che favorisce nuove forme di contatto e di prossimità. Un rifugio dalla vita frenetica, dove potersi sedere, riposare e rigenerarsi”. Tra gli alberelli della Floating Forest anche acero, betulla, melo e arbusti come aronia nera, ortensia, mahonia e pittosporo. Se siete scimmiati con la flora, avrete di che esaltarvi. Alla base della creazione, c’è l’idea di offrire un luogo di incontro e conciliazione tra la sfera naturale e i milanesi. L’attrazione, secondo gli architetti, sarà “significativa e riconoscibile, realizzata sull’acqua della Darsena di Milano, un elemento dirompente nel paesaggio urbano”.

Con questa opera si spera anche di “equipaggiare e ispirare la nuova generazione a far progredire il mondo”, grazie anche all’importanza del ruolo che ha la natura. “La foresta offre un’immersione, sia fisica che virtuale, che attraverso il profumo dei fiori e la qualità tattile delle specie selezionate, coinvolge tutti i sensi“, hanno spiegato quelli di Stefano Boeri Interios. Se vi state domandando che fine faranno i poveri alberelli post Fuorisalone, tranqui: “il progetto – hanno spiegato dallo studio – vuole anche essere un’eredità per la città sostenendo una comunità locale: tutti gli alberi che compongono la foresta saranno successivamente donati da Timberland a Soulfood Forestfarms Hub Italia, organizzazione no profit che facilita la transizione ecologica dei territori assieme a comunità̀ locali, istituzioni e imprese”. Oooh, menomale. Ora le info di servizio: l’installazione sarà aperta dal 7 al 12 giugno (ore 10-22) presso Viale Gabriele D’Annunzio 20. Ossigeno assicurato.

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