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“In Italia la competizione non è sana, è mirata a uccidere l’altro”: che ne pensate dello sfogo di ClioMakeUp?

Clio Zammatteo, imprenditrice, make up artist e influencer, ha pubblicato un video per raccontare un suo profondo disagio. Che si è scoperto non essere solo suo, ma di molti altri imprenditori e imprenditrici che non riescono a "nuotare con gli squali".

Sta facendo molto discutere lo sfogo social di Clio Zammatteo, meglio nota come ClioMakeUp. L’imprenditrice, make up artist, influencer e youtuber di Belluno, si è raccontata ai suoi follower in un lungo video postato sui social. “Vi spiego perché sono cambiata“,  ha esordito nella didascalia, snocciolando poi a voce un suo profondo disagio, una questione molto complessa e delicata che riguarda il mondo degli influencer e dell’imprenditoria digitale. Non siete sul pezzo? Allora tel chi il video, mettetevi alla pari e continuiamo a parlarne dopo.

Instagram
cliomakeup_official

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“Ho cominciato – ricorda Clio nel video, parlando dei suoi inizi nel lontano 2008 – facendo anche recensioni negative, dicevo quello che mi piaceva e quello che non mi piaceva: questo era quello che vi piaceva di più. Potevo farlo perché le mie parole non venivano manipolate. Non c’erano giornalisti e altri influencer che prendevano le tue parole e le rigiravano e le usavano per attaccarmi”. Adesso l’influencer veneta rivela addirittura di “avere paura“, perché ogni sua dichiarazione viene “usata per creare hype e fare click”. Molto forti anche i riferimenti alla competizione in Italia, che a detta di Clio “non è sana, anzi è mirata a uccidere gli altri brand”. Lei si riferisce al settore beauty, che vive moltissimo sulle piattaforme social, ma è possibile che il discorso valga anche per altri ambiti. Voi avete esperienze in merito?

“Quando esci con un prodotto nuovo, parte subito il confronto con quello che fanno gli altri, e il confronto va bene, ma poi arriva il massacro“, ha continuato l’imprenditrice 40enne. “Mi rendo conto che per tanti di voi sono una delusione perché ho cambiato il mio modo di essere per omologarmi a quello che è il mercato, soprattutto qui, e il fatto di essere così non mi fa essere me stessa al 100% perché sto mentendo in primis a me”, ha detto poi Clio, senza nascondere una certa commozione. Alla fin della fiera il problema riguarda il mondo della comunicazione, in cui spessissimo vige la legge mors tua vita mea. E così chi non ha la stoffa dello squalo, preferisce stare schiscio, farsi i cazzi proprio e non esporsi più di tanto. Triste, ma vero.

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cliomakeup_official

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La gente ha paura di dire la verità. Non parlo più dei prodotti che non mi piacciono perché ho paura. Gli altri non ne parlano perché hanno paura delle conseguenze, di deludere brand, di tagliarsi fuori dai contratti. Non è quello che voglio fare io. Non voglio scendere a compromessi. A scuola ero una capra ma il culo non l’ho mai leccato a nessuno. Oggi il mondo del web è pieno di leccaculi”. Ecco spiegato allora perché Clio recentemente abbia smesso di parlare negativamente dei prodotti beauty da lei considerati poco performanti, cosa che invece in passato ha sempre fatto con grande entusiasmo dei suoi seguaci, che grazie ai suoi tutorial spesso valutavano cosa acquistare e cosa no.

Anche se non seguite Clio, non comprate i suoi prodotti o non avete mai guardato i suoi tutorial, potreste trovare interessante il suo sbrocco su Instagram. Perché ci mostra uno spaccato inedito del mondo dei social, dell’imprenditoria e della competizione in Italia. E magari potreste ritrovarvi nelle sue parole, seppur in un altro ambito o in un altro settore. Non per niente, i commenti sotto il post si sono moltiplicati come conigli nella stagione degli amori. Influencer, imprenditori, personaggi noti del mondo dello spettacolo: tutti hanno manifestato solidarietà alla Zammatteo e – improvvisamente – tutti hanno confermato quanto la competizione social sia una giungla spesso spietata.

Che dite Imbruttiti? Solidali con la Clio o siete più #teamsquali?

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