Skip to content
Ma quanto caz*o costano i gelati? In 5 anni prezzo su del 40% / A Milano è arrivato il primo campo di girasoli della città, aperto fino alle 22 / Oh, ma quanto costa avere la casa al lago? Spoiler: sempre di più / Gli errori più comuni che fai quando cerchi casa a Milano / Lo smartworking ci deprime, lo dice la scienza. Perché, l’ufficio no? / Milano vs Roma: le differenze reali tra le due big cities (non quelle che pensi eh) / Ma esattamente: quanto costa iscriversi in palestra a Milano? / Trendy o tremendy? Il salvagente di Louis Vuitton da 3.400 euro / Da Milano a Venezia in kayak, nove giorni in solitudine: intervista a Gabriele Arduini / Non siamo tutti fatti per la sveglia all’alba: perché il Chronoworking può svoltarti il lavoro / Ma quanto caz*o costano i gelati? In 5 anni prezzo su del 40% / A Milano è arrivato il primo campo di girasoli della città, aperto fino alle 22 / Oh, ma quanto costa avere la casa al lago? Spoiler: sempre di più / Gli errori più comuni che fai quando cerchi casa a Milano / Lo smartworking ci deprime, lo dice la scienza. Perché, l’ufficio no? / Milano vs Roma: le differenze reali tra le due big cities (non quelle che pensi eh) / Ma esattamente: quanto costa iscriversi in palestra a Milano? / Trendy o tremendy? Il salvagente di Louis Vuitton da 3.400 euro / Da Milano a Venezia in kayak, nove giorni in solitudine: intervista a Gabriele Arduini / Non siamo tutti fatti per la sveglia all’alba: perché il Chronoworking può svoltarti il lavoro
CONDIVIDI:
Link copiato!

Auguri ai nonni eh… peccato che solo il 18% della Gen Z li consideri

Stando ad un recente sondaggio, i nonni stanno diventando figure sempre più marginali nella vita dei loro nipoti più giovani, che non hanno tempo da dedicargli

Siamo sinceri, un tempo i nonni erano il perno di ogni famiglia, quelli che ti viziavano, ti facevano mangiare le ciambelle di nascosto e i coprivano pure se facevi caz*ate. Oggi però, poveri nonni, sembrano diventare figure sempre più marginali per i ragazzi della Generazione Z (quelli nati tra il 1997 e il 2012, per intenderci), nonostante senza di loro moltissime famiglie non saprebbero proprio come portare avanti la family. Ce li siamo dimenticati? Forse, anche perché il quadro non è dei migliori: un sondaggio di Carewell, riportato da Fortune.com, ha rivelato che solo il 18% della GenZ mantiene un rapporto stretto con i nonni. Solo il 18%, contro il 32% dei Millennial (comunque basso) e il 41% della Generazione X. So sad.

Ma facciamo un check: il 45% dei giovani ha la decenza di sentire i nonni almeno una volta alla settimana, un altro 30% li chiama una volta al mese. Il 7% si limita a un gelidissimo “ci sentiamo una volta l’anno”, e un inquietante 11% non si prende la briga di chiamarli neanche una volta. E perché? Beh, la “mancanza di tempo” sembra essere la scusa number one, seguita dagli orari incompatibili. Pare che Netflix e TikTok abbiano priorità rispetto ad una chiacchierata con i propri nonnini, che pessimi.

Il sondaggio ci racconta poi che, nel 2024, i nonni si sentono principalmente via chiamata. Segue il contatto dal vivo, poi messaggi e videochiamate. Ovviamente, la Gen Z è quella più abile nell’usare la tecnologia per rimanere in touch. In molti casi, sono proprio i nipoti che insegnano ai nonni come usare smartphone e tablet per inviare messaggi o videochiamare.

“I genitori possono fare molto per aiutare i nonni a passare del tempo e a rimanere in contatto coi nipoti anche quando questi ultimi diventano più grandi – spiega Vittorio Vaccaro, attore e autore del libro La cucina è il teatro della vita, da sempre vicino ai temi che riguardano la famiglia – I nonni sono una fonte di supporto emotivo, consigli saggi e nuove esperienze per i nipoti che a loro volta possono aiutare i nonni a sentirsi utili e apprezzati”. Dai raga, prendere su quel telef… anzi, muoversi e andare a trovare i nonni adesso, a piedi, via andare.

CONDIVIDI:
Link copiato!