Chiaravalle, lo sappiamo tutti noi imbruttiti, è il place to be delle gite domenicali. Quello che, pure all’ultimo, quando non sai che caz*o fare, alla fine Chiaravalle è sempre una buona idea. Ora la notizia: il borgo potrebbe diventare Patrimonio dell’Umanità Unesco. Sbeeem!
L’abbazia di Chiaravalle non è solo un pezzo di storia milanese, ma un vera perla di architettura cistercense. Questo gioiellino, fondato nel XII secolo, è la punta di diamante di un territorio che ha bisogno di essere valorizzato e protetto. Attorno c’è ovviamente il borgo, molto antico, anzi, stando alla delibera forse “il più antico di Milano“, immerso all’interno del Parco Sud, nella Valle dei Monaci. L’idea di candidare Chiaravalle come sito Unesco è un sogno collettivo, frutto di un lavoro del team che coinvolge il Municipio 5, associazioni e cittadini appassionati. Ma si farà o non si farà?
Al momento, ci si spera: il Comune, come annunciato da Palazzo Marino, ha già stanziato 25 mila euro per finanziare uno studio di fattibilità, con l’obiettivo di arrivare a un project solido entro dicembre. Di questi, 15 mila euro sono destinati all’Università Bocconi e 10 mila a Bia Srl, esperti in beni immateriali e archivistici. Palazzo Marino ci sta mettendo la faccia (e il cuore), con l’assessora Gaia Romani e il presidente del Municipio 5 Natale Carapellese che sono in pole position per rendere questo sogno una realtà.
Romani, in un post su Instagram, ha sottolineato come la candidatura non riguardi solo l’abbazia, ma l’intero territorio circostante, un’area che può dare tantissimo e che merita di essere messa in vetrina e tutelata. Ma questo è solo l’inizio di un percorso lungo e complesso, che avrà bisogno dell’impegno di tutti per portare Chiaravalle nel club esclusivo dell’Unesco.
Autrice: Francesca Tortini








