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Milano è la città “meglio vestita” al mondo: oh, lo dice il New York Times

Milano continua a far parlare di sé oltre oceano. Dopo essere stata consigliata dal New York Times a gennaio come una delle mete turistiche da non perdere nel 2025, e celebrata ad aprile durante la Design Week come una città “tutt’altro che grigia”, adesso torna protagonista grazie alla Fashion Week appena conclusa. Il quotidiano americano […]
14 Ottobre 2025

Milano continua a far parlare di sé oltre oceano. Dopo essere stata consigliata dal New York Times a gennaio come una delle mete turistiche da non perdere nel 2025, e celebrata ad aprile durante la Design Week come una città “tutt’altro che grigia”, adesso torna protagonista grazie alla Fashion Week appena conclusa.

Il quotidiano americano ha pubblicato un nuovo articolo dal titolo eloquente: “Milano è la città in cui ci si veste meglio al mondo?“

«Per la prima volta da tempo, la Settimana della moda di Milano è riuscita a dipingere la città con un mix elettrizzante di volti, idee e abiti che hanno posto una questione: Milano potrebbe benissimo essere la città al mondo meglio vestita».

Moda, energia e volti internazionali

Nel suo racconto, il New York Times mette in luce come le passerelle milanesi abbiano trovato un equilibrio tra novità e tradizione. Nuovi stilisti hanno dato nuova vita a maison storiche come Gucci, Jil Sander e Bottega Veneta, mentre altre sfilate hanno avuto finali agrodolci: i fondatori di Sunnei hanno annunciato il proprio ritiro 11 anni dopo la nascita del brand.

Momento di grande emozione anche per Armani, che — poche settimane dopo la scomparsa del fondatore — ha presentato l’ultima collezione disegnata da lui stesso, davanti a un pubblico d’élite: tra gli ospiti Cate Blanchett, Richard Gere, Spike Lee e altri volti di Hollywood.

Lo stile milanese, in passerella e per strada

Il pezzo firmato dal fotografo Simbarashe Cha racconta una città dove la moda si respira a ogni angolo:

«In strada era difficile girare l’angolo senza incontrare persone stilose che indossavano abiti autunnali a strati, scarpe a punta, cappotti con ampi risvolti, giacche doppiopetto o pantaloni raffinati come quelli resi popolari da Giorgio Armani».

Un tributo diretto allo stile ineguagliabile di Milano, capace di fondere passerella e vita quotidiana, eleganza e spontaneità. Ce la stiamo menando? Dai, un po’ sì.

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